martedì 19 marzo 2019

Segnalazione.


Ciao a tutti lettori! 
Oggi voglio condividere con voi la segnalazione di un libro molto interessante. 


Titolo: Prigioniera dei sogni 
Autore: Ilaria Siddi
Prezzo: cartaceo 9,90 € ed e-book 0,99 €
Pagine: 168
Editore: selfpublishing





Trama:
Eluana ha 15 anni, ma la sua vita è tutt'altro che semplice. 
Abbandonata dal padre e maltrattata dai compagni di scuola, ella è oppressa dalla propria quotidianità e non riesce a trovare conforto alle proprie pene. 
La madre Marta è distratta dal dolore del recente tradimento del marito e non si accorge delle difficoltà della fragile figlia. 
Arrabbiata ed affranta, una mattina Eluana decide che la sua vita non ha più alcun senso e sceglie di togliersi la vita gettandosi dal tetto di un centro commerciale. Fortunatamente, Alex, un ventenne addetto alla sicurezza, vede Eluana in procinto di compiere l'efferato atto, corre in suo soccorso e le impedisce di buttarsi.


Estratto dal libro:
<<Finalmente aveva capito come fare. La soluzione era stata sempre lì, a portata di mano. Che stupida era stata a non pensarci prima! I suoi compagni avevano ragione: finora era stata una vigliacca, pronta a scappare per risolvere ogni tipo di problema. 
"Sono sempre fuggita, non ho mai affrontato la verità." 
Ma ora doveva farlo, lo doveva a se stessa e soprattutto alla sua famiglia che, nonostante tutto, amava sopra ogni cosa. 
Tutto sarebbe cambiato, ogni cosa sarebbe andata a posto, tutto sarebbe tornato come prima. Avrebbe rimesso in moto la macchina della vita, rinunciando alla propria.>>


Siete interessati al libro? 
La scrittrice desidera presentare la sua opera affiancata all'hashtag #nobullismo
Come sapete la tematica della lotta contro il fenomeno del bullismo mi è molto cara essendo stata a mia volta vittima delle angherie e delle cattiverie dei miei coetanei, quindi sono felice di condividere questo forte ed intenso tomo.



Un bacio dalla Cantastorie dei boschi!

lunedì 18 marzo 2019

Recensione "Ritratto in seppia".


Ciao a tutti lettori! 
Il mio fidanzato Stefano e mia sorella Dania hanno negli anni elogiato il film "La casa degli spiriti", ma non mi ero mai decisa a recuperare la visione di questa pellicola cinematografica. Tuttavia, durante il mese di febbraio ho voluto assecondare il loro consiglio. 
Ho amato il film e, terminata la visione dell'opera cinematografica, la mia curiosità mi ha istantaneamente sospinta a voler reperire la trilogia dell'autrice Isabel Allende, di cui la suddetta pellicola è la trasposizione del terzo volume.


Titolo: Ritratto in seppia 
Autore: Isabel Allende 
Prezzo: 9,50 €
Pagine: 272
Editore: Feltrinelli 
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Aurora, figlia illegittima di Lynn Sommers, figlia a sua volta di Eliza Sommers e Tao Chi'en, e di Matias Rodriguez de Santa Cruz, figlio, invece, di Paulina del Valle e Feliciano Rodriguez de Santa Cruz, non ricorda nulla dei suoi primi cinque anni di vita. 
Ella è, inoltre, ossessionata da degli incubi ricorrenti, nei quali si vede stretta alla mano di una persona amata, che però non riconosce, e successivamente i due vengono circondati da inquietanti persone vestite con tuniche nere, che costringono Aurora a lasciare la mano di quella persona che tanto ama.


Recensione:
La trama che ho scritto per presentarvi "Ritratto in seppia" è volutamente scarna, poiché se avessi approfondito ulteriormente l'analisi sopra rilasciata sarei stata costretta a rivelare alcuni dettagli della storia di Aurora del Valle che è meglio scoprire da soli. Sono, infatti, consapevole di non essere stata chiara, ma non ho voluto rovinare la vostra lettura, nel caso dopo aver letto questa recensione sarete invogliati a recuperare questo tomo. 
Inoltre, prima di incominciare a descrivervi il suddetto libro voglio precisare che la codesta trilogia di Isabel Allende trae spunto dalle vicende della famiglia della scrittrice.
Il romanzo "Ritratto in seppia" si articola in tre parti e termina con un epilogo, all'interno dei quali inizialmente vengono descritti i membri della famiglia e le vicende pregresse alla nascita di Aurora, mentre in seguito si entrerà direttamente a contatto con la vita della ragazza. 
La prima constatazione che voglio indicare è che Isabel Allende sviscera i rapporti interpersonali tra i personaggi e presenta i soggetti tramite un'analisi invasiva ed approfondita. La psiche è, infatti, uno degli elementi cardine sulla quale l'autrice esplica il proprio elaborato. La scrittrice ripone nell'animo dei personaggi una delicata attenzione per permettere al lettore di conoscere l'indole e la personalità degli stessi. Difatti, all'esito del volume ho sofferto nel girare l'ultima pagine del libro ed ho nutrito il pressante desiderio di iniziare istantaneamente il secondo capitolo per ritrovare i personaggi della trama. 
Le problematiche che affrontano i soggetti del suo narrato sono svariate ed intaccano la sfera personale ed economica dell'individuo. 
Le suddette difficoltà individuali si collocano nell'arco temporale della seconda metà del 1800, periodo in cui si rammentano gli episodi correlati alla Guerra del Pacifico, ai quali partecipa Severo del Valle. Lo scontro armato è tracciato senza celare le scene macabre e raccapriccianti. La crudeltà delle battaglie belliche non è scontata, ma è enfatizzato l'aspetto sanguinario delle stesse. 
Sono svariate le tematiche affrontate nelle pagine de "Ritratto in seppia", di cui la guerra occupa solo una minima parte della trattazione.
La prostituzione, le relazioni extraconiugali, la malattia e la morte sono solo alcuni dei vari altri temi che l'autrice richiama e pone su carta.
Altresì, i suddetti argomenti sono affiancati dalla scrittura fluida e scorrevole della scrittrice, nella quale il lettore non smarrirá mai la propria curiosità nei confronti dell'opera.
Aurora del Valle è la protagonista del primo capitolo della trilogia, seppur le vicende ricomprendano anche il raffronto con l'esistenza degli uomini e delle donne che gravitano attorno alla sua figura. La volontà di Isabel Allende, a mio parere, è stata quella di sospingere il lettore a comprendere che l'essere umano in quanto tale è l'esito anche delle azioni e delle condotte delle persone con le quali entra a contatto.
Aurora, infatti, avrà una vita travagliata e colma di interrogativi. Nella sua giovane esistenza è perennemente udibile la sua spasmodica ricerca della verità. Ella amerà l'arte della fotografia ed arriverà a cercare i responsi dei suoi quesiti attraverso l'obiettivo della macchina fotografica.
Consiglio caldamente la lettura di questo libro, poiché personalmente mi ha lasciato un profondo graffio nell'anima ed ha inserito Isabel Allende tra le mie autrici preferite.


giovedì 14 marzo 2019

Recensione "Harry Potter e il calice di fuoco".

Ciao a tutti lettori! 
Durante queste giornate sono perennemente immersa tra le pagine dei libri universitari, ma ho momentaneamente posto un freno al mio incessante lavoro per aprire il computer e continuare a condividere con voi la mia analisi della saga di J. K. Rowling.

Titolo: Harry Potter e il calice di fuoco 
Autore: J. K. Rowling 
Prezzo: € 15
Pagine: 652
Editore: Salani
Voto: 5/5 🌸



Trama:
Durante l'estate dopo il terzo anno scolastico Harry Potter è ossessionato da frequenti incubi nei quali appaiono Lord Voldemort e il suo servo Codaliscia. 
Tuttavia, a rasserenare le sue giornate giunge la notizia in cui la famiglia Weasley invita Harry ad assistere alla finale della Coppa del Mondo di Quidditch, disputata tra Irlanda e Bulgaria.  
L'Irlanda è la squadra che riesce a guadagnare la Coppa del mondo di Quidditch, ma, al termine dei festeggiamenti, l'accampamento dei maghi al di fuori dello stadio di Quidditch viene attaccato da un gruppo di Mangiamorte, i quali fanno apparire in cielo il Marchio Nero, simbolo di Lord Voldemort.


Recensione:
"Harry Potter e il calice di fuoco" è un libro cardine per l'evoluzione della trama della saga. 
Il mondo dei maghi è in subbuglio per la comparsa del Marchio Nero, poiché il suddetto segno rappresenta Lord Voldemort ed i suoi seguaci, i Mangiamorte. 
Ciò nonostante ricomincia l'anno scolastico ad Hogwarts, il quale sarà caratterizzato dall'importante evento del Torneo Tremaghi. Il Torneo Tremaghi è la leggendaria competizione del mondo magico in cui si affrontano le tre maggiori Scuole di Magia e Stregoneria europee Hogwarts (Inghilterra), Durmstrang (Bulgaria) e Beauxbatons (Francia). Esso è composto da tre prove che saranno affrontate da un campione di ogni istituto. Il campione prescelto viene selezionato da un calice e deve possedere delle peculiari caratteristiche, come l'appartenere ad una determinata fascia di età ed il detenere delle ingenti doti magiche.
Harry non poteva essere estratto a causa della sua giovane età, ma dal calice fuoriesce comunque il suo nominativo.
Questo accadimento sarà l'origine del disprezzo di molti alunni che reputano Harry Potter come un ragazzo alla spasmodica ricerca di notorietà. Lo stesso Ron Weasley addita Harry come un individuo falso ed egocentrico.
Harry soffre a causa dell'astio di Ron e percepisce pienamente la solitudine che connota la propria vita.
Parallelamente ai disguidi con Ron, egli nutre le prime pene d'amore nei confronti di Cho Chang. Cho è un'affascinante e dolce ragazza di Hogwarts, la cui bellezza asiatica ha stregato il giovane cuore di Harry.
Inoltre, il finale del tomo presenta per la prima volta nella trama della saga la figura concreta di Lord Voldemort.
Harry avrà modo di osservare e di interagire con l'uomo che ha annientato la propria famiglia e tenta quotidianamente di ucciderlo. Il loro epico incontro giunge solo nel quarto titolo della storia, ma i precedenti testi hanno cooperato a preparare ed a rendere maggiormente tragico lo scontro che avverrà tra di essi.
Il quarto anno ad Hogwarts racchiude i mesi in cui Harry è costretto a maturare e a tramutarsi in un uomo. Il lettore avrà modo di osservare la crescita fisica e psicologica di Harry, condividere le sue paure e notare quanto egli sia impaurito dalla minaccia che incombe sulla sua persona. 
Tra le pagine di "Harry Potter e il calice di fuoco" la storia incomincia a tingersi di tinte cupe ed è palpabile l'instabilità e la precarietà dell'amenitá del presente.
Ovviamente, la scrittura di J. K. Rowling anche in questo capitolo è eccezionale e sublime.


lunedì 11 marzo 2019

Recensione "La Musa degli Incubi".


Ciao a tutti lettori!
Ho inaugurato egregiamente il 2019 con la conclusione della prima lettura dell'anno "Il Sognatore", il primo volume della duologia di Laini Taylor.
Dal 14 febbraio 2019 in tutte le librerie è stato possibile comprare il secondo volume della duologia, "La Musa degli Incubi", e, non riuscendo a trattenermi, ho incominciato istantaneamente ad immergermi tra le sue pagine.


Titolo: La Musa degli Incubi 
Autore: Laini Taylor 
Prezzo: 15 €
Pagine: 526
Editore: Fazi
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Gli abitanti di Pianto sono terrorizzati a seguito della scoperta che nella fortezza di mesarzio aleggiante sopra la città camminano e vivono i figli degli dei. 
Nel frattempo, Sarai è morta ed è diventata un fantasma, mentre Lazlo ha compreso le sue origini divine, poiché, inaspettatamente, la sua pelle si è dipinta di blu. 
Il Sognatore desidera riappacificare gli uomini con gli dei e tenta di placare l'ira funesta di Minya, ma il desiderio di vendetta della bambina è implacabile e tinto di sangue.


Recensione:
Il mio anno libresco è stato inaugurato dalla lettura de "Il Sognatore" di Laini Taylor.
"Il Sognatore" mi ha emozionata ed avevo riposto grandi aspettative sul successivo volume, "La Musa degli Incubi".
"La Musa degli Incubi" ha confermato l'amore che ho nutrito nei confronti del primo tomo ed, anzi, l'ho apprezzato maggiormente rispetto a "Il Sognatore".
Nel secondo libro gli eventi sono raccontati molto lentamente, ma questa connotazione non mi ha tediata ed, anzi, mi ha permesso di vivere gli accadimenti descritti nella loro completezza. Diametralmente differente è, invece, la parte finale del volume, nella quale la storia prende una piega dinamica e la narrazione è incalzante.
Sarai e Lazlo occupano una posizione fondamentale all'interno della trama ed ho adorato leggere l'evoluzione della loro storia d'amore, seppur ho atteso con maggior trasporto il proseguimento delle vicende personali delle sorelle Nova e Kora. Il forte legame che correla Nova e Kora mi ha rammentato l'affetto condiviso tra me e mia sorella. Difatti, ho potuto comprendere perfettamente la premura che rispettivamente provano una nei confronti dell'altra e la caparbietà con la quale tentano di risolvere comunemente i problemi della loro quotidianità.
Un altro pregio del secondo tomo della duologia è, altresì, nell'aver riposto maggiore attenzione nell'analisi dei personaggi secondari. Tra di essi Minya ricopre un ruolo essenziale per rilevare le risposte dei molti quesiti che erano rimasti irrisolti alla conclusione del precedente volume. Grazie a questa specifica trattazione ho completamente rivalutato la piccola presenza di Minya ed ho appreso i motivi che l'hanno condotta a trasformarsi in un essere scarno di emozioni, fredda e cinica verso il prossimo.
Nelle suddette pagine il lettore scoprirà delle realtà che ulteriormente destabilizzeranno le proprie opinioni, poiché è difficile identificare chi debba essere reputato come la vittima ed il carnefice delle disgrazie su cui è sorta l'odierna Pianto.
Pianto è sull'orlo della propria autodistruzione o della propria rinascita, destino che sarà sancito conseguentemente alle scelte esplicate dai personaggi.
Consiglio caldamente il recupero della duologia per la trama, intensa ed innovativa, per la scrittura onirica di Laini Taylor, la quale delicatamente conduce il lettore in un mondo dai tratti fiabeschi, e per l'epicitá che è celata nelle pagine dell'intera opera.


venerdì 8 marzo 2019

Recensione "Silver Bay".

Ciao a tutti lettori! 
Oggi in onore della festa della Donna vi presento un libro che racconta una delle storie che più mi hanno commossa nell'ultimo periodo. 
Auguro ad ogni donna di poter avere al proprio fianco un uomo che sappia amare incondizionatamente come Mike Dormer.

Titolo: Silver Bay
Autore: Jojo Moyes 
Prezzo: 12,50 €
Pagine: 400
Editore: Mondadori 
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Liza McCullen non potrà mai fuggire dal suo passato, ma la cittadina di Silver Bay sembra poterle offrire la libertà e la sicurezza per se stessa e per la propria figlia Hannah. 
Tuttavia, nell'albergo gestito dalla zia di Liza giunge Mike Dormer, un uomo d'affari di Londra con il desiderio di avviare i lavori per un hotel di lusso sulle coste australiane. Per lui si tratta solo di un'altra tappa nella sua brillante carriera, ma per Liza il suo arrivo rappresenta una minaccia per la tranquillità economica della propria famiglia e per le balene che a Silver Bay trovano rifugio.

Recensione:
Jojo Moyes è una delle poche autrici che non delude mai le mie aspettative.
I suoi libri racchiudono delle tematiche forti, ma l'abilità della scrittrice risiede nella delicatezza con la quale ella analizza le problematiche oggetto del suo testo.
La scrittura di Jojo Moyes è traboccante di sentimenti ed emozioni e la sua bravura consiste nel riuscire ad imprimere sulla carta le sensazioni dei protagonisti.
Ella descrive la storia attraverso i molteplici sguardi dei personaggi della trama e questa accezione permette al lettore di osservare le vicende tramite i differenti punti di vista e di raffrontare le diverse motivazioni alla base delle azioni degli individui.
La narrazione conduce il lettore a Silver Bay, una piccola città composta da persone cordiali e che cooperano per sostenersi reciprocamente. A Silver Bay la vita è semplice e la tecnologia non ha ancora intaccato completamente la spontaneità e la genuinità della comunità. Tuttavia, Mike Dormer con il proprio avvento a Silver Bay scombussolerá l'amenitá del luogo e scuoterá la decantata pace dei cittadini, ma, allo stesso istante, salverà un cuore da un abisso oscuro.
All'interno delle pagine del romanzo vengono trattati alcuni temi cari all'autrice come il lutto e l'amore. Jojo Moyes contrappone la vita e la morte in una danza in cui i soggetti tentano di aggrapparsi uno all'altro per sopravvivere al faticoso presente.
Le immagini che la scrittrice traccia per raffigurare la trama sono perfettamente raffigurabili nella mente dello spettatore, il quale riesce con le parole di Jojo Moyes a prospettare e ad imprimere nella propria mente gli scenari descritti dalla stessa.
I suoi libri non sono banali e meritano di essere conosciuti ed apprezzati da un numero ampio di lettori, quindi vi consiglio con tutto il cuore di recuperare questa toccante storia.


lunedì 4 marzo 2019

"Le streghe dell'East End".

Ciao a tutti lettori! 
Oggi vi racconto il mio pensiero inerente alla serie televisiva "Le streghe dell'East End".


Voto: 5/5 🌸

"Le streghe dell'East End", "Witches of East End", è una serie televisiva statunitense composta da due stagioni per un totale di 23 episodi, dalla durata di 42 minuti ciascuno. 

La trama della serie televisiva non ha mai raggiunto un finale, poiché il network americano Lifetime decise di non proseguire con le riprese a causa del basso numero di ascolti. La seconda stagione della serie, infatti, andata in onda tra il 2013 e il 2014, registrò una media intorno al milione di spettatori, indice non sufficiente per poter proseguire con la produzione dei nuovi episodi.


Analogamente alla scelta di interrompere la trasposizione cinematografica, in Italia non è mai pervenuto il terzo titolo della trilogia cartacea di Melissa de la Cruz, autrice dei romanzi fantasy che hanno ispirato la suddetta serie televisiva.


Joanna Beauchamp è una strega che vive nella remota cittadina di East Haven con le figlie Freya e Ingrid, entrambe ignare del segreto nascosto dalla propria famiglia. 
Joanna è immortale, ma è costretta a convivere con una maledizione che la condanna a veder morire le proprie figlie prima di arrivare ai trent'anni, per poi, a distanza di un breve intervallo temporale, osservarle rinascere. 
Tuttavia, la loro quotidianità verrà ulteriormente turbata dall'arrivo di Wendy, sorella di Joanna, la quale giunge in città per metterle in guardia da un potente e vecchio nemico.


"Le streghe dell'East End" racconta le vicende correlate ad una famiglia di streghe. 
Le serie televisive aventi ad oggetto la suddetta tematica sono svariate, ma questa in particolare ha catturato il mio cuore, poiché istantaneamente ho nutrito un profondo affetto nei confronti delle donne Beauchamp. La peculiare bellezza degli episodi è, difatti, costituita dall'intrusiva analisi che viene attuata sui protagonisti. Lo spettatore osserva e stringe un forte legame con i soggetti della trama, dei quali risalta la forza di Joanna, l'esuberanza di Wendy, la dolcezza di Ingrid e la passione di Freya. 
Freya è stata la figura femminile nella quale mi sono rivista maggiormente ed ho amato la travagliata storia d'amore che condivide con Killian.
La magia è una delle componenti della storia, ma non è l'unico argomento analizzato, poiché, accanto a riti, pozioni ed incantesimi, al spettatore sono presentati i comuni problemi quotidiani che accadono nella vita di ogni individuo. Il pregio degli episodi è, infatti, la completezza e la profondità dei temi trattati.
Non ero consapevole del fatto che la suddetta serie televisiva non fosse conclusa e, una volta terminata la visione degli episodi, ho pensato di recuperare la lettura dei rispettivi tomi, ma, a sua volta, non mi è stata possibile attuare la suddetta scelta. 
Gli eventi si interrompono in un momento cardine per l'evoluzione della storia, quindi, anche se ho profondamente amato la visione degli episodi, non vi consiglio la suddetta serie. Sono consapevole che il mio parere possa non essere comprensibile, ma mi sembrerebbe crudele sospingervi a reperire un prodotto non completo. 
Dunque, con il cuore gonfio di rammarico e rabbia nei confronti soprattutto delle saghe libresche non concluse, fenomeno che non è estraneo alla realtà editoriale, ho prospettato nella mia mente un finale a mio piacimento.



giovedì 28 febbraio 2019

Letture e preferiti del mese di febbraio 2019.

Ciao a tutti lettori!
Il mese di febbraio è stato scandito da giornate poco serene, ma ho sempre cercato di trovare un motivo per continuare ad essere felice e spensierata.

Il 9 febbraio mia mamma ha compiuto gli anni ed è stata una delle giornate più belle dell'ultimo periodo perché sono riuscita a trascorrere del tempo in sua compagnia. 
Febbraio è stato costellato da attimi turbolenti, ma, allo stesso istante, è stato un mese in cui sono riuscita a godere della vicinanza dei miei cari, dal momento che l'incessante routine non ci consente di condividere spesso molti attimi assieme.


Il 14 febbraio ho, inoltre, festeggiato San Valentino in compagnia di Stefano. Abbiamo trascorso una stupenda serata in casa, in cui abbiamo preparato un'ottima cena, mangiato una fetta di torta al cioccolato e guardato un film insieme. 
La sua presenza è uno dei tesori più preziosi che detengo nella mia vita e sono sempre felice di condividere ogni anno questa festività in sua compagnia.


Approfitto di questo mio scritto per avvisarmi delle modifiche che ho apportato al blog. 
Spero che la nuova grafica sia di vostro gradimento, ma se avete qualche consiglio o parere da lasciarmi scrivetemi sotto nei commenti, il vostro aiuto è sempre gradito!


Devo, nondimeno, avvisarmi che presto la piattaforma Google + cesserà di esistere, quindi chiedo alle persone che mi seguono tramite quel social network di inserirsi tra i miei "Lettori fissi" se non vogliono perdersi i miei nuovi contenuti. 
Purtroppo non sono chiare le modifiche che subirà il mio blog a seguito della scomparsa di Google + e fino ad aprile non potrò sapere cosa verrà eventualmente cancellato dal mio sito, quindi vi chiedo un poco di pazienza e nei prossimi mesi vi farò sapere l'evolversi della situazione.


Concluso questo preambolo vado ad enunciarvi le letture ed i preferiti del mese di febbraio 2019.


Letture del mese:

Libri letti:
- "Silver Bay" di Jojo Moyes;
- "Harry Potter e il calice di fuoco" di J. K. Rowling;
- "Silver" di Kerstin Gier;
- "La musa degli incubi" di Laini Taylor;
- "The 100" di Kass Morgan.


Libro in corso di lettura:
- "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" di J. K. Rowling;
- "Ritratto in seppia" di Isabel Allende.


Preferiti del mese:

- Libro: "La musa degli incubi" di Laini Taylor.
Ho amato la duologia di Laini Taylor. "Il sognatore" mi ha emozionata, ma "La musa degli incubi" mi ha letteralmente rubato il cuore.
La scrittura dell'autrice è stata capace di farmi sognare ad occhi aperti, è stato un viaggio unico ed inimitabile.

- Serie televisiva: "Le terrificanti avventure di Sabrina".
Ho sempre posticipato il recupero della serie televisiva perché pensavo che il forte affetto che nutro nei confronti delle precedenti trasposizioni potesse impedirmi di apprezzare i suddetti episodi.
Tuttavia, diversamente da quanto da me temuto, ho amato follemente questa serie televisiva per il lato gotico ed oscuro con il quale è stata riproposta la storia di Sabrina Spellman. Preciso, inoltre, che la suddetta versione è coerente al fumetto che ha ideato la figura di Sabrina Spellman.

- Film: "La casa degli spiriti".
Mia sorella Dania e il mio fidanzato Stefano hanno sempre insistito affinché recuperassi questo film, ma non avevo mai voluto ascoltare il loro consiglio. 
Una volta terminata la visione del suddetto film sono rimasta incantata da questa magica storia e ho deciso di recuperare la trilogia libresca di Isabel Allende.

- Videogioco: "Kingdom Hearts III".

Io e Stefano attendevamo l'uscita di questo videogioco da svariato tempo, quindi appena è stato disponibile nei negozi siamo immediatamente corsi a comprarlo.
Stiamo tutt'ora giocando ad esso, ma lo adoriamo!

Vi auguro uno splendido e magico marzo. 
Un bacio dalla Cantastorie dei boschi! 

lunedì 25 febbraio 2019

Recensione "Le notti di Salem".


Ciao a tutti lettori! 
Nell'ultimo periodo sto recuperando svariati libri, serie televisive e film gotici ed inquietanti e, a discapito delle mie aspettative, sto adorando questo mio esperimento. 
Il suddetto libro mi è stato prestato da Stefano assieme ad una velata minaccia a provare questa nuova esperienza letteraria, il cui esito, come potrete notare dalla mia recensione, mi ha lasciato sbalordita, poiché non pensavo di poter apprezzare la scrittura di Stephen King.


Titolo: Le notti di Salem
Autore: Stephen King 
Prezzo: 12,90 €
Pagine: 656
Editore: Bompiani
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Presso Marsten House, la maledetta dimora di 'salem's Lot, una tranquilla cittadina americana, accadono dei fatti anomali ed inspiegabili. Le stranezze correlate all'abitazione sono, tuttavia, aumentate dall'avvento in città di due uomini che hanno acquistato la suddetta casa. 
Nel frattempo, Ben Mears, un famoso scrittore, è tornato a 'salem's Lot per cancellare gli incubi della sua infanzia.


Recensione:
Stephen King è noto per essere il maestro del terrore, motivo per il quale mi sono sempre tenuta distante dalle sue opere.
Sono state sufficienti poche pagine per farmi comprendere l'errore che stavo attuando nel mio cammino letterario. Lo scopo dell'autore, difatti, non è quello di spaventare il lettore, ma costruisce una storia capace di sospingere lo spettatore ad essere ammaliato dalle proprie paure. Questa tentazione che il lettore nutre durante la lettura dei libri dello scrittore lo accompagna ad esorcizzare i suoi più intimi terrori.
Il romanzo racconta la vita della comunità di 'salem's Lot attraverso l'intrusiva analisi dei pregi, dei difetti, delle abitudini e dei segreti più reconditi di ciascun soggetto. Stephen King rappresenta le realtà scomode e difficili da accettare ed è stata la sua onestà ad intimorirmi. Alcuni scenari da lui scritti sono tutt'ora impressi nella mia mente e mi hanno sconvolta maggiormente rispetto a quelli correlati all'essere mostruoso descritto nel suo libro.
Ben Mears, il protagonista del tomo, conduce la propria battaglia contro gli incubi del suo passato. Marsten House e le sue stanze sono indelebili nei propri ricordi di infanzia e lo hanno accompagnato nel corso della propria maturazione. Ben decide di tornare a 'salem' s Lot per annientare le paure della sua giovinezza che ancora oggi offuscano il proprio divenire, ma il suo viaggio sarà molto più complesso di quanto da lui previamente premeditato.
La scrittura di Stephen King è abile nel creare una storia ricca di personaggi differenziabili tra di loro senza rendere eccessivamente difficoltosa la loro individuazione da parte del lettore. La sua rinomata maestria nell'arte della scrittura è, nondimeno, confermata dalla sua capacità nel nascondere gli enigmi tra le pagine del volume. Sono innumerevoli i tranelli posti dall'autore all'interno della sua narrazione, come sono altresì svariati gli attimi durante i quali egli induce il lettore a porsi dei quesiti sulla verità alla base degli eventi da lui prospettati.
Il suddetto racconto richiama per varie accezioni il tomo "Dracula" di Bram Stoker. Tuttavia, Stephen King rielabora l'idea di Stoker, arricchendola ed adattandola ai tempi moderni. 
Ringrazio di cuore Stefano per avermi indirizzata a conoscere la penna di Stephen King e nei prossimi mesi ho intenzione di recuperare altri suoi libri. 


giovedì 21 febbraio 2019

Recensione "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban".

Ciao a tutti lettori! 
Quest'anno tra i miei propositi libreschi ho deciso di aggiungere la rilettura dell'intera saga di J. K. Rowling. 
Nell'ultimo mese del 2018 avevo condiviso sul blog la recensione del primo tomo, mentre nel mese di gennaio avevo pubblicato il mio scritto riguardante il secondo libro. Oggi, invece, vi presento il mio pensiero sul terzo volume, il quale è uno dei capitoli dell'avventura di Harry Potter da me più adorati.


Titolo: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Autore: J. K. Rowling 
Prezzo: € 15
Pagine: 392
Editore: Salani
Voto: 5/5 🌸




Trama:
Harry Potter con una magia fa accidentalmente gonfiare il corpo di Marge Dursley, la sorella di suo zio Vernon, la quale lo aveva ripetutamente umiliato fino a fargli perdere il controllo sui suoi poteri. 
Successivamente, il ragazzo scappa dalla casa dei Dursley e punta la bacchetta verso il ciglio della strada, dove, con sua enorme sorpresa, appare il Nottetempo, un autobus magico che lo conduce fino a Londra. 
Nel frattempo, sull'autobus, Harry sente parlare della notizia che sta sconvolgendo il mondo magico, ossia il pericoloso criminale Sirius Black è evaso da Azkaban, la prigione dei maghi.



Recensione:
Il terzo volume della saga di Harry Potter è uno dei miei preferiti, poiché in questo capitolo inizia ad apparire la complessità della trama ideata da J. K. Rowling. 
J. K. Rowling con una scrittura semplice ha costruito una storia intricata e ricca di arcani da svelare. 
Harry Potter è un ragazzo la cui esistenza è aggravata da un pesante fardello che ha inconsapevolmente acquisito durante la sua infanzia.
La suddetta responsabilità che ha ricevuto in eredità dal sacrificio dei suoi genitori lo conduce ad essere un bambino noto nella comunità dei maghi, ma, allo stesso istante, viene identificato come un ragazzo in perenne pericolo. Difatti, la professoressa Sibilla Cooman, docente di Divinazione ad Hogwarts, incomincia a prevedere la morte del giovane e lo ammonisce dell'avvento di un imminente minaccia.
Harry è spaventato dalle parole della professoressa Cooman, ma cerca di proseguire serenamente la propria quotidianità, studiando per gli esami magici ed allenandosi per le future partite di Quidditch.
Tuttavia, quest'anno, la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts è attorniata dai Dissenatori, delle creature oscure e diaboliche che il Ministero della Magia ha ingaggiato per tutelare gli alunni dall'evaso Sirius Black.
Silente è contrario a questa drastica soluzione ed accetta malvolentieri l'ausilio di questi esseri, i quali spesso trasgrediscono le limitazioni stabilite dal preside.
Accanto ai Dissenatori, Hogwarts accoglie un nuovo professore, Lupin, come insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Harry, Ron ed Hermione sono univocamente concordi sul non sottovalutare il nuovo docente e decidono di osservarlo a distanza per comprendere alcuni dei suoi strani atteggiamenti.
Il terzo anno scolastico cala su Hogwarts un velo cupo e all'interno delle mura del palazzo gli studenti sono testimoni di fatti sinistri ed inspiegabili.
Ron ed Hermione aiuteranno Harry ad affrontare le sue paure e lo sosterranno a scovare l'esatta soluzione ai nuovi enigmi ed alle imminenti prove che dovranno superare. 
In passato Harry Potter è stato costretto a combattere contro le forze del male, ma solo in questo terzo tomo diventa consapevole della terrificante realtà alla quale deve far fronte.
Una Giratempo sarà fondamentale per salvare due amici ed Harry scoprirà di non essere solo, poiché una parte della sua famiglia è, infatti, sopravvissuta.

lunedì 18 febbraio 2019

Recensione "La lettera scarlatta".


Ciao a tutti lettori!
Oggi vi racconto il mio combattuto pensiero inerente alla famosa opera di Nathaniel Hawthorne.


Titolo: La lettera scarlatta 
Autore: Nathaniel Hawthorne 
Prezzo: 7,90 €
Pagine: 293
Editore: Dalai Editore
Voto: 3/5 🌸



Trama:
Hester Prynne ha dato alla luce una bambina, Pearl, nonostante il marito sia assente da anni dalla città, e per questa ragione ha affrontato un processo per adulterio. 
L'esito del processo dichiara che Hester debba essere esposta alla pubblica umiliazione vestendo sul petto una lettera "A" scarlatta, la quale identifica il termine "Adultera".


Recensione:
Il tomo "La lettera scarlatta", pubblicato nel 1850, è un classico della letteratura statunitense scritto da Nathaniel Hawthorne. 
Il libro è preceduto da un'introduzione, intitolata "La dogana", nella quale lo scrittore, un alter-ego di Hawthorne, finge di aver trovato i documenti e le carte che raccontano la storia di Hester Prynne e ne provano l'autenticità. Il narratore, inoltre, sostiene che quando toccò la lettera ricamata, trovata a sua volta assieme alle suddette carte, aveva provato "un calore bruciante... come se la lettera non fosse di panno scarlatto, ma di ferro arroventato fino a diventare rosso".
L'opera è ambientata nell'Inghilterra puritana e retrograda del XVII secolo e racconta la storia di Hester che, dopo aver commesso adulterio, diventa madre di una bambina, di cui si rifiuta di rivelare l'identità del padre, e lotta quotidianamente per crearsi una nuova vita.
Nathaniel Hawthorne esplora i postulati della legalità e della colpa del 1600 ed enuncia, con un'evidente critica, le motivazioni che hanno condotto la società del passato a punire la donna tramite una sentenza degradante verso alcuni di quelli che successivamente verrano identificati come i diritti fondamentali della persona umana, come ad esempio la tutela della dignità. 
Ho deciso di approcciarmi al suddetto volume poiché il film del 1995 del regista Roland Joffé è una delle pellicole cinematografiche che più adoro riguardare.
Tuttavia, come spesso accade, il cartaceo e la sua trasposizione cinematografica sono differenti sotto svariati aspetti.
Difatti, il libro di Nathaniel Hawthorne scandaglia attentamente l'animo di Hester Prynne, ma non dedica eguale attenzione verso gli altri protagonisti della vicenda e non vengono descritti gli eventi che hanno condotto al processo.
Gli attimi previ alla condanna ed il passato della donna non sono menzionati e sono nascosti dallo sguardo curioso del lettore. Tuttavia l'oblio creato da Nathaniel Hawthorne crea delle serie difficoltà ad affezionarsi ai desideri dei personaggi. Infatti, Hester Prynne, figura femminile amata nel film, non ha invece ottenuto il mio medesimo affetto durante la lettura dell'opera.
La lettura delle pagine del libro non è stata scorrevole, poiché i difetti sopra menzionati hanno inciso a tramutare il mio primario entusiasmo in un sentimento di apatia e disinteresse, sebbene Nathaniel Hawthorne sia maestro nell'arte della scrittura. Nondimeno, ho voluto comunque leggere il volume nella sua interezza sperando di poter cambiare la mia opinione in merito, seppur ciò non sia poi avvenuto.


sabato 16 febbraio 2019

Recensione "Il principe e il povero".


Ciao a tutti lettori! 
Oggi vi propongo la Rubrica creata da me e da Cristina del blog ilmondodicry.blogspot.it.


"Le letture delle fate del Bosco Atro".



Titolo: Il principe e il povero 
Autore: Mark Twain 
Prezzo: 9,50 €
Pagine: 288
Editore: Mondadori
Voto: 5/5 🌸




Trama:
Inghilterra , XVI secolo, nello stesso giorno nascono due bambini. 
Il primo è Edoardo VI, discendente del re Enrico VIII, mentre il secondo è Tom Canty, figlio di un criminale e destinato ad una vita povera e misera. 
Un giorno, i due ragazzi si incontrano e, divertiti dalla loro somiglianza fisica, decidono di scambiarsi momentaneamente le vesti. Tuttavia, a causa di un imprevisto, Tom sarà costretto ad assumere il ruolo del principe Edoardo, mentre il giovane rampollo reale sarà obbligato a sopravvivere tra le povere vie di Londra.


Recensione:
"Il principe e il povero" è un classico della letteratura inglese in cui viene narrata la tematica dello scambio di personalità e ruolo che avviene tra un povero ragazzo ed un futuro re.
Mark Twain ha ideato una trama che successivamente è stata utilizzata in differenti trasposizioni cartacee e cinematografiche.
Il disguido creato dai due giovani sarà l'origine di avventure e peripezie nelle quali i due protagonisti saranno posti di fronte a delle gravi problematiche.
Tom sarà costretto ad apprendere le lingue ed i postulati a lui estranei, a dimostrare prontezza nelle proprie decisioni e ad approcciarsi con atteggiamenti fini ed educati, sintomatici del ruolo da lui rivestito.
Edoardo, invece, dovrà nascondere il proprio linguaggio aulico e le movenze regali per celare la propria identità e sorpavvivere tra i vicoli oscuri e malfmati di Londra.
Il lettore potrà osservare ambedue le situazioni. Difatti, Mark Twain descrive la storia attraverso l'estrinsecazione dei pensieri e delle sensazioni di entrambi i soggetti della vicenda.
La lettura del libro è scorrevole e coinvolgente.
Personalmente ho amato scoprire i due mondi che hanno composto l'Inghilterra nel XVI secolo, i quali sono descritti con estrema realtà, poiché Mark Twain ha soffermato il proprio sguardo soprattutto sugli aspetti più cupi e crudi delle due realtà. 
Infine, specifico che i dettami giuridici e le fonti storiche inserite all'interno del tomo sono quasi completamente riprese da atti o fatti realmente accaduti.



Personaggio preferito:
Tom Canty. 
Egli è un ragazzo dolce e intelligente. 
Ho apprezzato la sua innocenza e la sua bontà d'animo, caratterizzazioni che si sono dimostrate nella dedizione e nell'impegno che egli ha riposto attuando delle importanti modifiche alla legge vigente. 

Personaggio meno amato:
John Canty. 
John, il padre di Tom, è un uomo volgare, violento e malvagio nonché un assassino.
Ho detestato ogni sua singola azione descritta all'interno delle pagine del libro di Mark Twain. 

Annunci:
Il prossimo appuntamento è fissato per il giorno 15 aprile con il libro "Gli sporcelli" di Roald Dahl. 

Mi raccomando, passate a leggere quanto scritto da Cristina!

Un bacio dalla Cantastorie dei boschi!

giovedì 14 febbraio 2019

Recensione "Beren e Lúthien".

Ciao a tutti lettori!
Oggi è San Valentino e per commemorare la giornata più romantica dell'anno ho deciso di presentarvi il mio pensiero inerente al libro "Beren e Lúthien" di J. R. R. Tolkien.
Dal momento che io e Stefano festeggiamo questa giornata, approfitto di queste poche righe per dirgli che lo amo nella stessa misura in cui Lúthien fu innamorata di Beren.

Titolo: Beren e Lúthien 
Autore: J. R. R. Tolkien 
Prezzo:  22 €
Pagine: 306
Editore: Bompiani
Voto: 5/5 🌸




Trama:
L'amore nato nei cuori di Beren, un umano della Terra di Mezzo, e di Lúthien, un'elfa di stirpe regale, fu osteggiato dal padre della fanciulla, il quale si rifiutò di concedere al mortale Beren la mano della figlia immortale. 
Tuttavia, consapevole di non poter contrastare per sempre i due innamorati, egli sfidò l'umano a portargli uno dei Silmaril della Corona di Morgoth, promettendogli in cambio la sua benedizione. 

Recensione:
In questo volume Christopher Tolkien, figlio di J. R. R. Tolkien, ha raccolto i frammenti delle opere del padre aventi ad oggetto la leggenda della storia d'amore di Beren e Lúthien. 
Il racconto stesso ha subito dei cambiamenti e si è evoluto assieme all'orizzonte della Terra di Mezzo. 
Christopher Tolkien, quindi, per mostrare la vitalità di questo nucleo narrativo, ha scelto di accorpare i vari documenti, ai quali ha affiancato una spiegazione. Difatti, il libro "Beren e Lúthien" può essere considerato come un trattato, poiché in esso viene pedissequamente analizzata la romantica leggenda creata da J. R. R. Tolkien. 
Premetto che per poter apprezzare l'opera è necessario conoscere quantomeno la storia della saga de "Il signore degli anelli", poiché altrimenti il volume risulterà di difficile comprensione. Beren e Lúthien vivono in un'epoca precedente rispetto ai personaggi de "Il signore degli anelli", ma la previa lettura della suddetta trilogia dona al lettore delle conoscenze basilari che lo rendono conscio del mondo creato da Tolkien.  
All'interno del tomo troviamo pagine scritte tramite la tecnica narrativa della prosa, della poesia o del sonetto, accezione che fa maggiormente comprendere al lettore quanto sia ricca e variegata l'opera di "Beren e Lúthien". 
Il libro è altresì arricchito dalle meravigliose immagini di Alan Lee, le quali adornano la trama di epicitá. 
Christopher Tolkien, nel volume, non manca di sottolineare la passione del padre per la scrittura, donando anche vari aneddoti sul complesso lavoro che ha portato J. R. R. Tolkien ad essere ricordato come uno degli autori capisaldi del genere letterario fantasy. 
La storia d'amore condivisa tra Beren e Lúthien è stata una delle leggende più sentite a livello emotivo dallo scrittore, il quale ha perfino scelto di incidere sulla propria tomba e su quella della moglie i nomi di questi due personaggi, per rammentare ai posteri che il loro amore è stato puro e sincero come quello esistente tra il mortale umano e la sua amata elfa. 
La leggendaria storia d'amore di Beren e Lúthien è dolce ed intensa allo stesso istante e mi ha commossa nel profondo dell'animo. 

giovedì 7 febbraio 2019

Recensione "The walking dead - 1. I giorni perduti".


Ciao a tutti lettori! 
Nel mese di dicembre ho incominciato a guardare insieme a Stefano la serie televisiva da lui più amata, "The walking dead". 
Gli episodi mi hanno intrigata e, per questo motivo, ho deciso di recuperare anche la lettura della versione cartacea della storia stessa. 
Seppur, tengo a precisare, che la serie televisiva è liberamente ispirata all'opera di Robert Kirkman, poiché con il susseguirsi degli episodi i due racconti divergono sotto vari aspetti.


Titolo: The walking dead - 1. I giorni perduti
Volume: 1
Autore: Robert Kirkman
Disegni: Tony Moore
Prezzo: 12,50 €
Pagine: 140
Editore:  Saldapress
Voto: 5/5 🌸



Trama:
L'agente Rick Grimes, gravemente ferito, cade in coma.
Quando riapre gli occhi il mondo è popolato da cadaveri ambulanti che si nutrono dei vivi. Il morso di questi esseri inesorabilmente è capace di tramutare i soggetti in mostri similari ad essi.
Spaventato ed angosciato dalla nuova realtà, Rick fugge dall'ospedale per trovare le risposte ai suoi quesiti.



Recensione:
"The walking dead", a discapito del titolo stesso, non racconta una storia avente come protagonisti i "morti camminanti", ossia, come noi siamo soliti nominarli, gli "zombie".
All'interno del fumetto sono gli esseri umani ad essere i personaggi principali delle vicende.
La narrazione è ambientata nel nostro periodo storico, ma raffigura una realtà differente rispetto a quella in cui noi viviamo. 
Gli uomini coesistono con i "vaganti", ossia dei cadaveri ambulanti e putrefatti che si nutrono degli esseri umani. Il loro morso è letale, ma la mutazione in zombie avviene anche con la semplice morte, poiché l'organismo degli uomini è ormai irrimediabilmente condannato a tramutarsi in un "mostro azzannatore". 
Il titolo e la suggestione che può derivare da esso potrebbero ingannare lo spettatore ad attendersi una storia macabra e raccapricciante. L'opera è, in realtà, un'analisi della psiche e delle condotte degli individui. 
La suddetta apocalisse rende l'uomo consapevole della propria fragilità e lo denuda del potere e della sicurezza previamente acquisiti tramite le innovazioni tecnologiche. 
Per sopravvivere Rick Grimes deve utilizzare il proprio intelletto, ma talvolta sarà costretto ad esplicare delle scelte pericolose che lo condurranno a scoprire la parte sopita e malvagia del proprio animo. 
"The walking dead" analizza tutte le sfaccettature dell'animo umano. Difatti, spesso la sensazione di disgusto non è conseguenza dei disegni tetri dei vaganti, ma è scaturito dal comportamento dei protagonisti. 
La moralità e l'etica del lettore sarà duramente messa a prova, ma é in questa accezione che si traduce la bellezza del fumetto di Robert Kirkman. 
Robert Kirkman specifica nelle prime pagine di presentazione dell'opera che il proprio intento non è quello di spaventare il lettore, ma di mostrare come i principi posti dall'uomo alla base di una società civile possano essere distrutti a seguito dell'avvento di inaspettate calamità.

"The walking dead" segue il lungo viaggio di Rick Grimes, un vice-sceriffo di Cynthiana, nel Kentucky, in un nuovo mondo che ineluttabilmente lo cambierà.

lunedì 4 febbraio 2019

Recensione "Il sognatore".

Ciao a tutti lettori!
Oggi vado a raccontarvi il mio pensiero inerente al primo libro che ho concluso nel 2019.
Le pagine de "Il sognatore" di Laini Taylor mi hanno accompagnata in un bellissimo viaggio effettuato nelle ultime giornate del 2018 tra le città di Lecco e Como in compagnia di Stefano. Questa accezione mi condurrà sempre ad osservare il volume con un sorriso, poiché inesorabilmente mi sospingerá a rammentare i meravigliosi attimi che ho condiviso con Stefano.

Titolo: Il sognatore 
Autore: Laini Taylor 
Prezzo: 14,50 €
Pagine: 524
Editore: Fazi
Voto: 5/5 🌸




Trama:
Lazlo Strange è un orfano che è cresciuto sotto la guida di alcuni monaci austeri, i quali hanno cercato di estirpare dalla sua mente ogni frivola fantasia. 
Tuttavia, il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano sulla città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni. 
I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione ed, una volta diventato bibliotecario, alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. 
Un giorno un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dei, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, e per Strange, chiamato da tutti "il Sognatore", si delinea l'opportunità di vivere l'avventura che da anni anelava.

Recensione:
L'opera narra la storia di Lazlo Strange, un ragazzo caratterizzato da una fervida immaginazione e, per questa accezione, conosciuto per lo pseudonimo de "Il sognatore". 
Lazlo è affascinato dalle leggende, è un appassionato lettore e trascorre le ore della propria giornata immerso tra le pagine ingiallite ed impolverate dei pesanti tomi della Grande Biblioteca nel tentativo di trovare delle ulteriori informazioni sulla città perduta di Pianto. 
Egli è affascinato, o meglio ossessionato, dalla suddetta leggendaria città e spera ardentemente di poterla vedere con i propri occhi. 
Laini Taylor ha tracciato una storia onirica, utilizzando vocaboli e metafore che hanno tramutato il suo racconto in un sogno. 
La prosa è lenta e ricca di descrizioni, circostanze che non hanno riscontrato un mio disappunto, ma anzi sono stata entusiasta di poter ricavare dal romanzo tanti particolari e chiarificazioni che mi hanno reso possibile la raffigurazione del mondo descritto da Laini Taylor. 
Il libro propone allo spettatore i diversi punti di vista dei vari personaggi che popolano la storia, permettendo al lettore di comprendere le sfaccettate sensazioni dei soggetti. Rappresentare la medesima scena attraverso i diversificati pensieri ed angolazioni sensoriali dei protagonisti ha garantito la chiarezza della totalità degli eventi. 
La storia descritta all'interno delle pagine del tomo è innovativa e peculiare nel suo genere. 
La soglia tra le forze benigne e malefiche è sottile, quasi inesistente. All'interno del libro è, infatti, assente una drastica divaricazione tra i personaggi identificabili come buoni ed ingenui rispetto a quei individui caratterizzati da un animo maligno e crudele. Quest'ultima accezione pone nell'animo del lettore un enorme dubbio su chi considerare come innocente e, dunque, degno di tutela. 
L'amore è il sentimento cardine su cui vengono instaurati gli eventi dell'opera. La devozione e la lealtà nei confronti della propria famiglia e la passione e lo struggimento condiviso tra due amanti, sono solo alcune delle varie declinazioni dell'amore che Laini Taylor pone sulla carta. 
"Il sognatore" è stato il primo libro che ho concluso nel 2019 ed è uno dei tomi più belli che io abbia mai letto nella mia vita. 
Vi consiglio caldamente di recuperare il suddetto volume, soprattutto perché il 14 febbraio sarà disponibile in libreria "La musa degli incubi", secondo ed ultimo volume della duologia della meravigliosa storia di Lazlo Strange. 
Io sto attendendo con trepidazione l'avvento della suddetta giornata per poter correre in libreria e comprare la mia copia personale. 


domenica 3 febbraio 2019

La Cantastorie dei boschi.

Ciao a tutti lettori!
Oggi mi sono seduta alla scrivania spinta dal desiderio di accontentare una vostra richiesta. 
Nell'ultimo periodo alcuni di voi mi hanno domandato di mostrarvi chi si celasse dietro lacantastoriedeiboschi.blogspot.it 
Tuttavia, per svariati motivi, prima d'ora non avevo mai realmente preso in considerazione l'idea di raccontarmi in uno scritto.

La Cantastorie dei boschi sono io, Diletta.

Ho 24 anni, sono nata il 10 settembre del 1994 a Lodi, una città lombarda vicina a Milano, ed abito in un piccolo paese limotrofe.
Fin da piccola ho sempre dimostrato di essere una bambina esuberante, solare e testarda. 
Ammetto di non essere stata semplice da gestire, perché difficilmente accettavo di comprendere cosa gli adulti volessero insegnarmi, ma a mia discolpa posso assicurarvi che, nonostante i miei capricci, li amavo teneramente. 
Correvo, saltavo, ridevo sguaiatamente, avevo sempre i capelli in disordine e i jeans strappati, ero un vero disastro. 
Mia mamma, Silvia, ha avuto l'arduo compito di svolgere entrambe le figure genitoriali. 
La mia "maman", come sapete sono solita nominarla, è la donna a cui faccio costantemente riferimento per ricevere dei consigli o per rilevare un sincero responso ai miei dubbi. Ella mi ha cresciuta e condotta a diventare la persona che oggi sono, educandomi ad essere gentile, onesta e leale nei confronti degli altri individui. La sua dolcezza e le sue premure sono state il nutrimento grazie ai quali sono cresciuta in un ambiente amorevole. 
La sua figura, solida ed allo stesso istante fragile, mi ha sorretta nei momenti più bui della mia vita e mi ha incoraggiata a credere nelle mie potenzialità. 
Le sue braccia e le sue mani hanno sempre identificato un sicuro riparo dai tormenti della mia quotidianità e di quelli di mia sorella Dania
Dania ha cinque anni in più di me ed è stata la mia prima amica, quella che ancora oggi considero essere la più sincera. 
Una sorella è il dono più bello che potessi chiedere di trovare quando sono nata. 
Dania è stata costantemente presente nell'ombra nella mia persona, mi ha osservata mentre imparavo a camminare, pronta a sorreggermi se fossi caduta, e, seduta al mio fianco, era vicina quando tentavo di imparare l'inglese e, pur di aiutarmi, fingeva di conoscere egregiamente la lingua ed a sua volta faticava per essermi d'aiuto. 
Lei ha sempre creduto in me, ancora prima che potessi capire da sola come farlo. 
Io, mia mamma e mia sorella ci identifichiamo con il pseudonimo di "Piccole donne", poiché paragoniamo il nostro affetto sincero a quello descritto nell'opera di L. M. Alcott. 
Accanto a noi abbiamo avuto una nonna ed un nonno materni buoni e disponibili, che ci hanno amate e cullate, facendoci dimenticare il vuoto che nel nostro cuore ci faceva inesorabilmente sentire non desiderate e non apprezzate a causa dell'assenza di un padre. 
Le bambole sono state la mia più grande passione, finché mia mamma non mi ha insegnato ad amare i libri.
Tuttavia, in realtà, il mio pensiero è stato per parecchi anni incentrato su otto ruote.
Compiuti i sei anni mia mamma mi ha iscritta ad una scuola di pattinaggio artistico a rotelle e da quel momento la mia vita ha preso una via che ha sconvolto drasticamente la mia esistenza.
I pattini sono stati lo strumento che ho calzato per sedici lunghi anni.
I primi passi sulle ruote li ho effettuati a Lodi, dove ho trascorso molto anni ad allenarmi e a prepararmi in vista delle gare annuali, finché ho sentito la necessità di dover fare un piccolo passo in avanti spostandomi a Saronno. 
Nella società agonistica milanese ho trovato due allenatori che mi hanno insegnato ad essere paziente, a non demordere ed a lottare per superare quel limite che mentalmente ero solita pormi.
L'anno che ho trascorso come allieva a Saronno ha profondamente mutato il mio essere sportiva e donna in generale. 
La mia passione per il pattinaggio era palpabile quando iniziava ad echeggiare la musica della mia coreografia nel palazzetto ed iniziavo a scorrere per la pista. 
Ho sempre avuto una innata propensione verso la danza, motivo per cui il mio coach mi ha presentato la coreografa che mi ha iniziata alla danza sui pattini.
Tra i passi veloci e forti di un tango e quelli lenti e leggiadri di un valzer ho corso verso il mio obiettivo, ossia riuscire ad esibirmi a Roccaraso, ossia ai Nazionali della Federazione.
I sacrifici sono stati tanti, le rinunce ingenti, il dolore fisico incessante, ma ero felice ed appagata.
Vivevo in macchina sfrecciando tra Brescia e Modena, studiavo nelle sporadiche ore libere, ma ero inebriata dall'adrenalina che sentivo scorrere nel mio sangue. 
Nel frattempo, a Crema ho concluso il quinquennio del liceo scientifico e, con il diploma nelle mani, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Giurisprudenza.
Mi sono sempre dedicata con apprensione ai miei studi, ma all'età di ventidue anni ho dovuto fare quella che, fino ad ora, è stata la decisione più sofferta della mia vita.
Ho scelto di nascondere i pattini in un angolo della casa e di dedicarmi completamente agli esami universitari.
Ho rifiutato alcune proposte arrivate dal mondo del pattinaggio per poter completare il percorso che, ad ora, rappresenta il mio più importante obiettivo, ossia la laurea. 
Quando ho abbandonato le mie scarpette con le ruote per i primi mesi sono stata spaesata e demotivata. 
Come in ogni momento difficile della mia vita ho cercato la pace nelle pagine di un libro, finché, un anno dopo, decisi di portare una modifica repentina nella mia quotidianità.
Perdere il pattinaggio mi ha privata di quella che pensavo essere l'identificazione più ampia e completa del mio essere, "una pattinatrice", ma questa profonda menomazione mi ha in realtà donato la possibilità di riscoprirmi e di comprendere che non ero solo una dedita sportiva. 
Questa importante epifania è sopraggiunta una domenica mattina, precisamente il 29 ottobre del 2017, quando ho inaugurato, dopo tante paure, lacantastoriedeiboschi.blogspot.it 
Il blog mi ha permesso di capire che non dovevo dichiararmi meramente come una studentessa ed una mancata pattinatrice, bensì potevo rinnovarmi e ricominciare da un nuovo ambito. 
Ancora oggi mi stupisco del coraggio e del pizzico di ingenuità con il quale ho scherzosamente aperto la mia personale pagina del web. 
Non pretendo di diventare importante nel mondo dell'editoria, non anelo a raggiungere un determinato numero di seguaci, ma desidero semplicemente dar voce alla mia anima ed ai miei pensieri. 
Come potete intuire le mie più grandi passioni sono la lettura e la scrittura. 
Nel poco tempo libero sto tentando di scrivere un libro, ma il lavoro è solo abbozzato ed impiegherò svariati anni per completarlo ed essere pienamente soddisfatta del mio prodotto, ma il mio cuore spera di poter un giorno vedere la copertina della mia opera visibile negli scaffali delle librerie.
I libri e la scrittura raffigurano la mia persona, seppur non rappresentino l'impiego professionale che anelo ottenere nel mio futuro. Tuttavia, per scaramanzia, su questa ultima accezione preferisco non aggiungere ulteriori dettagli. 
Sono una sognatrice ed un'inguaribile romantica, ma, allo stesso istante, nella mia vita sono razionale e riflessiva. 
Infine, ma non per importanza, vi presento Stefano, anche se in realtà è spesso nominato nei miei articoli. 
Io e Stefano ci siamo conosciuti tre anni fa, precisamente il 12 settembre 2015, durante una festa organizzata da un paese vicino a dove entrambi abitiamo. 
Mi piace pensare che il nostro incontro è stato premeditato dal destino, che siamo nati per trovarci e riconoscerci, poiché nel corso degli anni precedenti ci sono state tante occasioni in cui avremmo potuto imbatterci uno nell'altra, ma le nostre esistenze non si sono mai incrociate prima di quella sera. 
Similare a "Le pagine della nostra vita" di Nicolas Sparks ci siamo intravisti vicino alle autopiste. 
Nell'attimo in cui ho incontrato il suo sguardo ho percepito nel cuore e nell'anima una strana sensazione, come se avessi finalmente ritrovato qualcuno che stavo cercando da tanto tempo. 
Nessuna storia inizia con semplicità, e la nostra è stata caratterizzata da un reciproco inseguimento. Entrambi abbiamo incominciato a cercarci per via trasverse, tentando di scoprire dove sarebbe stato l'altro, finché, dopo alcuni vani espedienti, inaspettatamente per entrambi ci siamo rivisti. 
Da quel momento abbiamo iniziato a condividere ogni attimo delle nostre giornate, ci siamo conosciuti, abbiamo imparato a comunicare ed a comprendere l'umore ed i sentimenti dell'altro. 
Non parlerò di compromessi, poiché non ho mai sentito la necessità di accettare o sopportare dei suoi atteggiamenti. 
Il nostro affetto è composto di momenti condivisi, semplici, non artificiosi o eccessivamente pomposi, durante i quali apprezziamo la compagnia uno dell'altra e non perdiamo tempo a litigare o a creare problemi, ma cerchiamo sempre di rispettare l'altra persona. 
Non siamo una coppia perfetta e non voglio idolatrare il nostro rapporto, ma ci vogliamo bene ed abbiamo considerazione ognuno delle inclinazioni e dei desideri dell'altro, questa penso sia la nostra chiave vincente. 
Stefano è un ragazzo straordinario e mi colma il cuore di una felicità indescrivibile ed incalcolabile. È l'uomo che completa la mia essenza. 
Ogni mattina mi sveglio con la consapevolezza di essere fortunata ad avere al mio fianco la mia famiglia e Stefano, poiché nei miei difetti riescono a scorgere il meglio di me. 
Tramite la loro presenza ed il loro supporto ho superato gli attimi più oscuri della mia adolescenza in cui sono stata vittima di bullismo, percossa e maltrattata, fisicamente e psicologicamente ed ho annientato alcune delle mie più grandi paure. 

Il mio cammino è solo agli albori, non so cosa accadrà domani e non voglio pretendere nulla in particolare, ma, nel frattempo, continuerò a vivere con gioia e amore.