lunedì 22 ottobre 2018

Cover Reveal "La Strega della Fonte".

Ciao a tutti lettori! 
Oggi vi porto a conoscenza di un libro molto promettente, del quale, nei prossimi mesi, provvederò a recuperarne la lettura.




Titolo: La Strega della Fonte
Autrice: Sabrina Guaragno
Casa Editrice: Nativi Digitali Edizioni
Genere: Fantasy
Data d’uscita: 22 novembre 2018



Link di presentazione e acquisto: http://bit.ly/stregafonte


Sinossi:
"Vedo le sue labbra incresparsi in un sorriso inquietante, e un brivido di freddo mi scende lungo la schiena. Capisco che sta per correre da come tende la schiena e le braccia davanti a sé, ed entrambe iniziamo la nostra reciproca corsa verso la vittoria".
Alaisa, una ragazza umile ma determinata, è pronta per partire per il viaggio più importante della sua vita, con l'obiettivo di raggiungere la dimora della famosa Strega della Fonte e diventare sua apprendista: il suo sogno fin da bambina!
Quello che Alaisa non sa, è che la magia conferisce grandi poteri, e per padroneggiarla al meglio è prima necessario fare i conti con le proprie aspirazioni e le proprie paure. 
Il mondo segreto delle Streghe offre molte opportunità, ma anche molti rischi e ombre... tra tutti i nuovi intriganti personaggi che conoscerà, riuscirà a capire di chi potrà fidarsi, e da chi dovrà difendere tutto ciò che le è più caro?
Con "La strega della fonte" Sabrina Guaragno ci porta in un nuovo universo Fantasy intricato e affascinante, in cui le atmosfere romantiche si mischiano ad altre cupe e inquietanti. E dove il potere della magia permette a maghi e streghe di realizzare i loro sogni, ma anche il manifestarsi di veri e propri incubi...


Alaisa e la sua storia vi ha incuriosito? 

Visitate il sito web della saga: https://sabrinaguaragno.wixsite.com/lasagadialaisa




Un bacio dalla Cantastorie dei boschi!

giovedì 18 ottobre 2018

Recensione "La straordinaria invenzione di Hugo Cabret".


Ciao a tutti lettori!
Il clima autunnale si è finalmente mostrato con le sue tipiche piogge ed io, come mia consueta abitudine, appena ho un poco di tempo libero, mi immergo sotto le calde coperte in compagnia di un libro. 
Oggi vi conduco alla scoperta di un tomo molto particolare, il quale racchiude all'interno di esso elementi tipici del testo, della graphic novel e della pellicola cinematografica.


Titolo: La straordinario invenzione di Hugo Cabret
Autore: Brian Selznick
Prezzo: € 18
Pagine: 542
Editore: Mondadori
Voto: 5/5 🌸



Trama:
Il signor Cabret è un orologiaio, il quale, mentre esercita la propria professione in un museo, trova un automa meccanico rotto e decide di provare a ripararlo assieme al figlio Hugo. 
Tuttavia, il signor Cabret muore improvvisamente in un incendio al museo ed Hugo è costretto a vivere presso la stazione con lo zio Claude, l'addetto alla manutenzione degli orologi della stazione. Lo zio gli insegna il proprio impiego, oltre a sospingerlo a rubare per poter vivere. 
Successivamente, lo zio Claude sparisce senza lasciare notizie di un suo possibile ritorno. 
Hugo è abbandonato a se stesso e, sopraffatto dal dolore, si reca alle rovine del palazzo del museo dove recupera l'automa e un taccuino su cui il padre prendeva appunti su come aggiustare gli ingranaggi dello stesso.



Recensione:
Sono passati svariati anni dalla prima volta che vidi "La straordinaria invenzione di Hugo Cabret" su un ripiano della biblioteca, ma ho sempre posticipato il recupero del suddetto tomo, finché, il mese scorso, ho deciso di portarlo a casa. 
Il testo è peculiare, poiché è un ibrido tra un libro, una graphic novel ed una pellicola cinematografica. 
Brian Selznick intervalla lo scritto con delle immagini da egli stesso disegnate. I disegni occupano le ambedue facciate, ma le raffigurazioni non sono poste come un semplice orpello del racconto, ma vanno comprese ed interpretate per poter procedere con la trama. La tecnica che egli utilizza per le figure interinali è innovativa, poiché spesso, come avviene nelle pellicole cinematografiche, l'autore pone una sequenza di immagini le quali partano da un dettaglio lontano e sfocato che, con il susseguirsi delle pagine, diventa sempre più nitido e vicino. 
La suddetta opera non può essere catalogata come un libro, ma nemmeno come una graphic novel o una pellicola cinematografica, ma utilizza degli elementi tipici di ognuna di queste tre creazioni artistiche, dando vita ad un eccelso prodotto creativo. 
La trama è avvincente, fino all'ultima pagina accadono fatti non prevedibili, e la narrazione è sorretta da un ritmo incalzante e coinvolgente.
La vicenda è, inoltre, caratterizzata da molti attimi toccanti, i quali mi hanno spesso emozionata. Le disgrazie e le problematiche della vita di Hugo toccano il cuore del lettore, sospingendolo a sperare fortemente in una rivalsa dalla sua disgraziata situazione personale. 
Hugo è un bambino portentoso, abile con gli ingranaggi e con i difficili meccanismi degli orologi, ma è anche abbandonato a se stesso e rintanato in una piccola stanza della stazione, dove si nasconde da sguardi indiscreti. Difatti, il piccino teme di essere scoperto e condotto in qualche orfanotrofio, senza poter previamente concludere l'opera iniziata dal padre, ossia aggiustare un automa meccanico. 
Tuttavia, durante una delle sue ordinarie giornate, tra un piccolo furto di una brioches e uno scippo di alcuni materiali necessari per poter concludere il proprio lavoro con l'automa meccanico, viene individuato da un venditore di giocattoli. Da questo istante la disordinata e precaria esistenza di Hugo viene nuovamente sconvolta. 
Codesto testo mi ha rammentato i libri di Charles Dickens per quanto riguarda la storia in esso narrata e per le tematiche in esso evidenziate, quali l'ineluttabilitá del fato e la forza racchiusa nella volontà individuale del singolo. 
Come potete constatare dal mio scritto, ho amato quest'opera in ogni suo minimo dettaglio. 
"La straordinaria invenzione di Hugo Cabret" è un piccolo gioiello, il quale racchiude all'interno di esso tante accezioni, delle quali non voglio svelare ulteriori dettagli per non rovinare le sorprese che incontrerete nel corso della vostra lettura.

Hugo Cabret è all'incessante ricerca di alcune parole non dette, di un ultimo messaggio del padre, ma il suo cuore puro e la sua mente brillante, al termine del suo cammino, troveranno delle risposte inaspettate, le quali saranno la chiave per una nuova vita ed una ritrovata pace. 

lunedì 15 ottobre 2018

Recensione "Cronache del Mondo Emerso - 2. La missione di Sennar".


Ciao a tutti lettori! 
Quest'anno il vento autunnale non smette di stupirmi. 
In queste ultime giornate ho concluso delle meravigliose letture e, fino ad ora, nessun libro ha deluso le mie aspettative. 
Oggi proseguo il mio racconto sul secondo volume delle "Cronache del Mondo Emerso", la primaria saga creata dalla scrittrice Licia Troisi.


Titolo: Cronache del Mondo Emerso - 2. La missione di Sennar
Autore: Licia Troisi
Prezzo: € 12,50
Pagine: 386
Editore: Mondadori
Voto: 5/5 🌸




Trama:
Nihal e Sennar proseguono nella propria univoca missione, ossia contrastare il Tiranno. 
Nihal, l’ultimo mezzoelfo esistente nel Mondo Emerso, non demorde nel suo frenetico addestramento, mentre Sennar è partito alla ricerca delle Terre Sommerse, un continente di cui i secoli hanno cancellato le tracce. 
Il viaggio intrapreso è pericoloso ed ignoto, per questo Sennar è costretto ad imbarcarsi su una nave pirata.


Recensione:
"La missione di Sennar" è il secondo tomo della primaria trilogia, "Cronache del Mondo Emerso", di Licia Troisi.
Nelle pagine del secondo capitolo vi è una maggiore concentrazione sulla figura di Sennar. Sennar in questo testo acquisisce la padronanza e la consapevolezza delle proprie abilità e, contro il parere del Consiglio, decide di partire verso la ricerca delle leggendarie Terre Sommerse. La meta è pericolosa ed i marinai temono codesta rotta. Tuttavia l'impresa, reputata folle e sconsiderata, viene accolta da un gruppo di pirati. 
In principio Sennar viene malamente trattato dall'intero equipaggio, ma successivamente riesce a far valere la propria posizione. Questa sua forza caratteriale è conseguenza della propria crescita personale causata dalla lontananza dall'influenza che Nihal è capace di esercitare su di esso. 
Sennar è profondamente legato alla fredda e distaccata Nihal, poiché il ragazzo riesce ad intravedere la fragilità e la dolcezza celata dietro gli occhi della fanciulla. 
Nel frattempo Nihal ha riscoperto se stessa, liberandosi dall'odio e dal rancore. Ella, a seguito di un forzato allontanamento dal campo di battaglia, torna dal proprio maestro, Ido. 
Ido è rincuorato dal cambiamento di Nihal ed è felice di ritrovarla rinata dal velo di empatia e disprezzo che la contraddistingueva.
Ido è diventato un uomo fondamentale nell'esistenza di Nihal, difatti la giovane nutre un profondo affetto e rispetto nei confronti del suo insegnante, assimilando la sua figura a quella del padre defunto.
Le ferite dell'animo della ragazza non sono guarite, ma il suo cuore è ora aperto a provare nuovi sentimenti, ad amare teneramente ed a credere in un mondo migliore.
La sua maturazione ha condotto anche alla trasformazione dei suoi ideali. Nella sua quotidianità scompare la brama di voler lottare seguendo la propria sete sanguinaria, ma desidera combattere a nome della pace e della serenità, per sé e per gli abitanti del Mondo Emerso.
Parallelamente a questi accadimenti, la ferocia del Tiranno è incontrastabile, ma la resistenza delle truppe e della popolazione è altrettanto temeraria e solida.
In questo secondo libro vi è un susseguirsi di avventure ed eventi. A discapito del primo testo, in questo tomo l'azione è la componente protagonista.
Licia Troisi è una scrittrice eccelsa, riesce a descrivere con figure vivide la cruda realtà dei combattimenti, facendo percepire sulla pelle ogni singolo colpo infierito o ricevuto. Le sue parole sono evocative, difatti il clangore delle armi e le urla della folla sono perfettamente udibili.
È palese il rimando ai postulati politici, economici, astronomici e filosofici, cari a Licia Troisi. Ella attraverso i suoi racconti vuole descrivere alcune problematiche odierne, utilizza i mondi ed i personaggi fantastici per mostrarci le possibili conseguenze che potrebbero sopraggiungere a seguito di determinate azioni degli uomini. 
Concludendo, consiglio di cuore la trilogia "Cronache del Mondo Emerso", sperando che possiate dare un'occasione a questa stupenda opera.


giovedì 11 ottobre 2018

Recensione "Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione".


Ciao a tutti lettori!
Oggi vi conduco alla scoperta di un libro avente come tematica il fenomeno del bullismo.


Titolo: Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione
Autore: Kerascoët
Prezzo: € 12,90
Pagine: 40
Editore: De Agostini
Collana: Storie preziose
Voto: 5/5 🌸


Trama:
Vanessa è una bambina timida e riservata, la quale, durante il primo giorno nella nuova scuola, diventa vittima di un bullo.


Recensione:
"Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione" analizza una tematica a me molto cara, ossia il bullismo. 
Solitamente fatico a leggere i libri aventi ad oggetto questo fenomeno, poiché mi conducono a ricordare alcuni dei peggiori attimi vissuti nel corso della mia infanzia. 
Sono stata vittima di bullismo e tuttora nella mia mente eccheggiano i rumori degli scherni e il dolore fisico e morale delle spinte e delle botte. All'epoca mi vergognavo a raccontare cosa accadeva in classe e pensavo di meritare quelle risate, poiché mi sentivo perennemente inadatta. È stato solo quando ho deciso di aprirmi con mia mamma e confessare tutto il mio dolore che ho compreso di non essere io la persona sbagliata.

In seguito sono cresciuta e con gli anni ho maturato una consapevolezza diversa di me e del mio valore. 
Vanessa è una bambina dolce e timida, nei suoi occhi ho rivisto la piccola Diletta fragile ed intimorita dal prossimo. 
Questo piccolo libricino è toccante ed al suo interno contiene un forte insegnamento, ossia la potenza racchiusa nei gesti gentili.

Nel corso della vicenda narrata Vanessa viene aiutata da un'altra piccina, la quale corre in suo soccorso per difenderla dalle prevaricazioni dei bulli. 
Il tomo è abile nell'esprimere attraverso delle mute vignette tutta l'intensità del racconto. I disegni sono stati creati con dei colori brillanti, in antitesi con la durezza del racconto. 
Le illustrazioni raffigurano il bullismo nella sua cruda e gratuita cattiveria, mostrando la vastità del dolore che infonde nell'animo di chi subisce queste ignobili gesti. 
Il libro è breve, ma è capace di lasciare un segno indelebile nei vostri cuori e nella vostra mente. 
Consiglio quest'opera a tutti i lettori, sperando che possa essere reperito da un vasto numero di individui. 


lunedì 8 ottobre 2018

Recensione "Lo Hobbit".


Ciao a tutti lettori!
Oggi vado a raccontarvi il mio pensiero inerente ad uno dei capisaldi del genere fantasy.


Titolo: Lo Hobbit
Autore: J. R. R. Tolkien
Prezzo: € 11
Pagine: 360
Editore: Bompiani
Voto: 4/5 🌸





Trama:
Bilbo Baggins è un hobbit tranquillo, rispettabile e colto. Egli ha un'indole molto pacata, motivo per il quale è molto stimato dagli hobbit della Contea. 
Una mattina, mentre fuma la sua erba pipa sull'uscio di casa, giunge Gandalf, un noto stregone, il quale gli propone di prendere parte ad un'avventura. Il placido hobbit rifiuta con veemenza e, allontanandosi da Gandalf, si rintana nel suo piccolo buco hobbit. 
Tuttavia il giorno successivo sopraggiungono presso la sua dimora un gruppo di nani, ossia Thorin Scudodiquercia, Balin, Dwalin, Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Óin, Glóin, Bifur, Bofur e Bombur. Immediatamente casa Baggins è vivida di risate e brindisi, mentre Bilbo non si capacita della presenza di codesti estranei. 
Finalmente arriva Gandalf, il quale placherá la curiosità dello hobbit affermando che i nani sono i suoi compagni per l'impresa da lui accennata il giorno precedente. 
La suddetta compagnia dovrà recuperare un immenso tesoro posto nel cuore della Montagna Solitaria sorvegliato dal vecchio e feroce drago Smaug.


Recensione:
"Lo Hobbit" è un romanzo fantasy scritto da J. R. R. Tolkien.

La sua prima pubblicazione risale al 21 settembre 1937 ed è seguito dai tre volumi de "Il Signore degli Anelli" datati tra il 1954 ed il 1955.
L'opera è indiscutibilmente conosciuta ed apprezzata a livello mondiale ed è stata tradotta in 42 lingue o dialetti, motivo per il quale ho sempre temuto un approccio con la suddetta trama. Tuttavia, nonostante le mie titubanze, tramite la lettura delle suddette pagine ho scoperto un testo molto leggero e semplice. 
"Lo hobbit" narra un lungo viaggio e dei pericoli e delle conquiste riportate nel corso del suo svolgimento. 
Le avventure della compagnia accompagnano lo spettatore in luoghi incantati e fiabeschi, a tratti onirici. 
La mia curiosità mi ha condotto a terminare il testo in poco tempo, ma consiglio di dilazionare un capitolo a giornata per poter meglio godere delle peripezie dei personaggi. Ho gradito ogni singolo accadimento, ma sono certa che se avessi scandito le pagine in un periodo più ampio avrei maggiormente apprezzato ogni singola descrizione. 
Il suddetto libro nasce come una fiaba per i bambini, come si può desumere dal tono colloquiale e dalle numerose interruzioni alla narrazione in cui il narratore si rivolge al lettore incitandolo a proseguire nella lettura per scoprire il finale della storia. Tuttavia questa accezione non banalizza il sostrato epico del tomo, ma lo rende accessibile ad un numero molto vasto e variegato di spettatori. 
Nel corso del lungo itinerario, affiancate alle svariate avventure, conosciamo i protagonisti della compagnia e scorgiamo la loro crescita personale. Tra di essi è Bilbo ad effettuare il cambiamento più evidente, il quale, abbandonando gli agi del proprio quieto vivere, scopre il suo sopito lato coraggioso ed intraprendente. 
Ho amato la lettura di questo tomo e ringrazio di cuore il mio fidanzato per avermi fatto dono di questo stupendo libro. 
In particolare consiglio il reperimento dell'edizione da me proposta, poiché è molto curata e presenta al suo interno le meravigliose illustrazioni di Alan Lee, le quali arricchiscono le parole di Tolkien. 
"Lo hobbit" è uno dei capisaldi del genere fantasy e nei prossimi mesi provvederò a continuare le vicende in esso descritte tramite la trilogia de "Il Signore degli anelli".
Infine, rammento l'esistenza della trasposizione cinematografica suddivisa in tre film diretta da Peter Jackson. Essa è molto godibile, seppur vi siano delle differenze rispetto al cartaceo.



mercoledì 3 ottobre 2018

"Principessa Mononoke".

Ciao a tutti lettori! 
In questo articolo vi presento l'anime "Principessa Mononoke".



Voto: 3/5 🌸

"Principessa Mononoke" è un film d'animazione giapponese del 1997, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli.
La durata della pellicola è di 134 minuti.


Giappone, periodo Muromachi. 
Un gigantesco spirito-cinghiale, trasfigurato in un demone a causa del rancore, attacca un villaggio di Emishi.
Per salvare la propria gente il giovane principe Ashitaka è costretto ad ucciderlo, ma nello scontro viene ferito al braccio. La sciamana della comunità analizza il taglio e comunica ad Ashitaka che il suo corpo è impregnato da un inesorabile maleficio di morte.
A seguito dell'infausta notizia il ragazzo lascia la sua terra natale e s'incammina verso ovest, luogo di provenienza del demone, alla ricerca di una cura.
Durante il viaggio, a seguito di varie peripezie, Ashitaka incontra due uomini feriti dall'attacco di tre lupi giganteschi. Questi uomini fanno parte di un convoglio diretto alla Città del Ferro, un centro proto-siderurgico produttore di nuove armi da fuoco, create grazie alle enormi quantità di ferro recuperate dalla vicina montagna. 
Mentre il giovane attraversa la foresta insieme ai due feriti, lungo la riva di un fiume, vede San, detta "Mononoke", definita dagli abitanti del posto come "Ragazza-Lupo". San è una trovatella cresciuta dalla dea-lupa Mau, protettrice del bosco, la quale nutre un profondo ed antico disprezzo nei confronti degli umani a causa del loro comportamento invasivo ed egoistico verso la selva.
Giunto alla Città del Ferro, Ashitaka conosce la signora Eboshi, la padrona della città, e da lei apprende che in quel luogo è in corso una lotta tra umani e dei-animali, in quanto gli uomini si sono spinti in territori proibiti per estrarre il ferro.
È nello svolgimento di uno dei vari scontri fra umani e divinità della foresta che è stata causata la ferita a Nago, il dio-cinghiale che ha attaccato il villaggio di Ashitaka.
Il ragazzo è sconvolto dalle azioni violente nei confronti degli spiriti che governano la foresta, ma allo stesso istante, quando scopre che la Città del Ferro è anche un rifugio per i lebbrosi, sente di non poter condannare del tutto la signora Eboshi.

La vicenda è narrata sotto forma di un dramma storico ambientato nel periodo Muromachi. 
Il periodo Muromachi è mostrato in modo non stereotipato, ma come l'epoca di caos e cambiamento dal quale ebbe origine il Giappone moderno. Per questa rilevanza sono assenti gli elementi tipici come i castelli, i samurai ed i signori feudali. 
Miyazaki, difatti, non voleva raccontare una storia accurata del Giappone medievale, ma voleva ritrarre i primi albori del conflitto, apparentemente insolubile, tra il mondo naturale e la civilizzazione industriale moderna.

I paesaggi della pellicola cinematografica furono ispirati dalle foreste di Yakushima.


Nel titolo del film è stata mantenuta la parola straniera "Mononoke". 
"Mononoke" è un soprannome, il quale può essere tradotto in "spirito vendicativo" o "spettro", dando al titolo del film la traduzione di "principessa degli spiriti vendicativi" o "principessa spettro". Tuttavia, il significato proprio della parola "mononoke" non ha un equivalente in italiano, da qui la decisione di lasciarlo non tradotto.
Difatti, la prima versione italiana del film è stata distribuita nelle sale il 19 maggio 2000 dalla Miramax Films con il titolo "Princess Mononoke", mentre il 3 novembre 2010 l'anime è stato presentato come "La principessa spettro", ma una nuova edizione curata da Lucky Red è stata proiettata al cinema dall'8 al 15 maggio 2014 come "Principessa Mononoke". 


In Giappone "Princess Mononoke" è stato campione d'incassi nel 1997, con 11,3 miliardi di yen (circa 111 milioni di dollari). Al termine del ciclo di programmazione cinematografica, a marzo 1998, il film aveva superato i 150 milioni, permettendo allo Studio Ghibli di recuperare le spese di produzione con la sola distribuzione nei cinema.
Il film fu altrettanto amato a livello internazionale. 
Secondo i dati diffusi da Box Office Mojo, l'incasso totale nel mondo è stato di circa 159.400.000 dollari.

La pellicola cinematografica ha ricevuto critiche e recensioni molto positive.
Come esempio, riporto la dichiarazione di Janet Maslin del "The New York Times", il quale ha descritto "Princess Mononoke" come una "pietra miliare dell'animazione giapponese", elogiandone la bellezza esotica, la sapiente combinazione di animazione tradizionale e digitale e l'efficacia e intensità di alcune scene. 

"Principessa Mononoke" non è tra i miei titoli preferiti dello Studio Ghibli, ma é indiscutibilmente un meraviglioso prodotto cinematografico. 
All'interno di esso sopraggiungono alcuni tra i più importanti temi etici, come la tutela degli animali e la salvaguardia della selva dagli incessanti e penetranti interventi dell'uomo. Ho apprezzato molto l'analisi di questi principi, i quali purtroppo non sono spesso oggetto di trattazione. 
La forza della natura e la sacralità della vita sono solo due dei connotati che contraddistinguono "Principessa Mononoke" dagli altri anime. 
Consiglio caldamente il reperimento di questa avvincente trama, dalla quale pervengono insegnamenti essenziali ed insindacabili. 


lunedì 1 ottobre 2018

I miei consigli autunnali di lettura.

Ciao a tutti lettori!
L'estate ha chiuso le sue porte, ma talvolta si percepiscono alcuni venti caldi.
Con l'avvento dell'autunno tornano gli impegni universitari e lo stress per la preparazione degli esami, accompagnati dal grave fardello dei doveri e delle responsabilità. Per placare la stanchezza sono solita immergermi nei miei adorati libri, i miei strumenti magici grazie ai quali riesco a scacciare i brutti pensieri.
Oggi voglio segnalarvi alcuni testi che mi fanno percepire e gustare l'autunno. Voglio vestirmi di un mantello ricco di foglie verdi, lievemente spruzzate da tinte aranciate, ed aiutarvi ad apprezzare una delle mie stagioni preferite.



- Fantasy: "Cronache del Mondo Emerso" di Licia Troisi. 

La trilogia è ambientata per la maggior parte della narrazione nei boschi, motivo che mi ha fatto attendere con trepidazione l'avvento del termine dell'estate per poter percepire più vicini gli accadimenti intercorsi nella trama.


- Rosa: "Ricordati di guardare la luna" di Nicholas Sparks. 

Rammento il tepore che il suddetto tomo ha introdotto nel mio cuore. Esso è un cartaceo perfetto per riscaldare l'animo dai primi venti gelidi.




- Giallo - thriller: "Dracula" di Bram Stoker. 

Nel corso dei mesi autunnali sovviene Halloween con le correlate letture spaventose. L'anno scorso scelsi questo testo per immergermi nell'aspetto più gotico e magico degli ultimi giorni di ottobre. 



- Libri per ragazzi: "Il giardino segreto" di 
Frances Hodgson Burnett. 
Il suddetto testo è perfetto per qualsiasi stagione, poiché all'interno di esso vi è la descrizione della mutazione della natura scandita dal tempo meteorologico. Un libro incantato che farà sognare ad occhi aperti.



- Manga: "Anna dai capelli rossi" di Yumiko Igarashi. 
Le copertine ed i disegni sono molto suggestivi e rimandano perfettamente alla stagione autunnale.
La dolcezza di questi tankobon vi faranno percepire il rumore delle foglie mosse dal vento ed il profumo delle caldarroste e delle torte appena sfornate. 



Attendo sotto nei commenti i vostri pareri in merito.

Un bacio dalla Cantastorie dei boschi!