lunedì 12 agosto 2019

Recensione "Shadowhunters - The Mortal Instruments - Città di vetro".

Ciao a tutti lettori!
Sono consapevole della mia scarsa presenza sulla blogsfera, ma durante il mese d'agosto i lettori stentano a visualizzare gli articoli e, soprattutto, necessito di allentare i miei impegni per riposarmi. 
Ciò nonostante oggi sto scrivendo una recensione per consigliarvi un libro da leggere durante le vostre gite fuori porta.


Titolo: Shadowhunters. The Mortal Instruments. Città di vetro
Autore: Cassandra Clare
Prezzo: € 13
Pagine: 574
Editore: Mondadori 
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Clary, per salvare la vita di sua madre ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, attraversa il portale magico che la conduce nella Città di Vetro, il luogo d'origine ancestrale degli Shadowhunters, in cui è proibito entrare senza permesso. 
Nel frattempo Valentine chiama a raccolta tutti i suoi poteri e minaccia il Mondo Invisibile. 
Dunque, consapevoli dell'imminente pericolo, gli Shadowhunters sono costretti a chiedere l'aiuto dei Figli della Notte, dei Nascosti e del Popolo Fatato.


Recensione:
"Città di vetro" è il terzo volume della primaria saga di Cassandra Clare "The Mortal Instruments", composta da sei libri. Il suddetto tomo conclude l'arco narrativo della prima parte della saga "The Mortal Instruments", poiché la stessa autrice consiglia, una volta conclusa la lettura del qui indicato testo, di leggere il primo volume "L'angelo" di "The Infernal Devices", ossia la seconda saga ideata dalla scrittrice.
In questo tomo, quindi, vengono risolte le problematiche che si sono dipanate nei precedenti testi.
L'azione narrata nel terzo capitolo si svolge ad Idris, precisamente nella capitale Alicante. 
Clary, dunque, finalmente giunge nella città d'origine ancestrale degli Shadowhunters, dove cerca disperatamente di imparare come utilizzare il proprio straordinario potere, che consta nel saper ideare delle nuove rune, per salvare la madre. Tuttavia, il suo avvento nella città non viene accettato con favore dal fratello Jace, che ha tentato di ingannarla al fine di non farle raggiungere la Città di Vetro.
Nella cittadina, difatti, gli Shadowhunters fremono a causa della figura di Valentine, il quale è entrato in possesso della Spada Mortale e della Coppa Mortale e sta cercando lo Specchio Mortale per poter riunire i tre Strumenti Mortali per procedere al rituale di evocazione dell'angelo Raziel, già effettuato moltissimi anni prima da Jonathan Shadowhunter, il fondatore degli omonimi Cacciatori.
Difatti, la chiamata di Raziel può condurre ad un futuro nefasto, essendo l'angelo obbligato ad esaudire il desiderio della persona che reclama il suo ausilio. 
In merito, Clary e Jace tentano di fermare il piano scellerato del padre, ma il loro intento è più volte ostacolato da svariati imprevisti. 
L'universo creato da Cassandra Clare ha come protagonisti degli esseri non umani in perenne lotta tra di loro, ma la fama dell'autrice è dovuta soprattutto alla sua intrigante prosa. La scrittrice, infatti, riesce a catturare l'attenzione del lettore grazie agli intrecci sentimentali con i quali arricchisce la narrazione del proprio racconto. 
Inoltre, seppur il libro è costituito da un numero ingente di pagine, la scrittura di Cassandra Clare è frizzante e il ritmo della narrazione è incalzante. 
Leggere quest'opera mi ha portata a rammentare i sentimenti che durante la mia adolescenza ho provato nei confronti dei libri. Il mondo degli Shadowhunters mi permette di fuoriuscire dalla mia quotidianità per tornare a vestire i panni di una ragazza spensierata e persa nei suoi sogni d'amore. Insomma, l'opera di Cassandra Clare ha identificato una ventata fresca nelle mie giornate ed è una saga che mi permette di riposare la mente dalle letture più impegnative. 
I personaggi, inoltre, vengono descritti con estrema precisione e accuratezza. Le loro azioni non sono insensate, ma sono coerenti al loro vissuto ed alla loro indole. 
Ciò che ho apprezzato della prosa dell'autrice, infatti, è l'aver esplorato con accuratezza la psiche di ogni personaggio. Ad esempio Valentine non è rappresentato meramente come l'antagonista del romanzo, ma vengono affrontate tutte le sfaccettature del suo animo. Dunque, anche l'anti-eroe non è solo un soggetto caratterizzato da un animo oscuro, ma in sé coesistono tutti i lati sfaccettati che contraddistinguono un uomo. 
Altro pregio di Cassandra Clare è l'aver avuto il coraggio di parlare di tematiche che fino a pochi anni fa si è stentato ad esternare, come l'omosessualità e l'incesto, senza mai scadere nella volgarità.
Tuttavia, la trama non racconta semplicemente l'evolversi del sentimento amoroso condiviso tra i protagonisti del narrato, poiché Cassandra Clare narra anche la mitologia del Mondo Invisibile. In questo preciso testo vengono ulteriormente chiarite le relazioni instaurate tra le varie razze, ossia gli Shadowhunters, i Figli della Luna (i lupi mannari), i Figli della Notte (i vampiri), i Figli di Lilith (gli stregoni) e il Popolo Fatato. In poche parole, si tratta di popoli che per secoli hanno intrattenuto dei rapporti ostili. Affiancate a queste delucidazioni, inoltre, in questo tomo l'autrice introduce le istituzioni del Conclave e del Consiglio, congregazioni che detengono, tutelano e controllano il potere politico degli Shadowhunters, stipulando le regole che la comunità deve rispettare.
Questo terzo capitolo è stato un volume emozionante per le rivelazioni che racchiude all'interno delle sue pagine, quindi nei prossimi mesi continuerò con la lettura dei testi successivi.

venerdì 9 agosto 2019

Recensione "1984".


Ciao a tutti lettori!
Finalmente sto scrivendo un articolo in riva al mare. Il mare profuma l'aria di un odore salato e io adoro inspirare la sua frizzante brezza mentre scarabocchio i miei pensieri sulla carta. 
Oggi, in particolare, vi parlo di un libro che ha suscitato in me sentimenti contrastanti.


Titolo: 1984
Autore: George Orwell 
Prezzo: 14 €
Pagine: 333
Editore: Mondadori 
Voto: 3/5 🌸





Trama:
L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo, l'anno 1984, in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. 
Precisamente, al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, un uomo che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. 
In questo contesto locale, Winston Smith lavora presso il Ministero della Verità e la sua mansione consta nel censurare i libri ed i giornali non in linea con la politica ufficiale, nell'alterare la storia e nel ridurre le possibilità espressive della lingua. Egli rispetta e pratica i postulati del regime e non si ribella all'ideologia del Grande Fratello, ma il suo pensiero è destinato a mutare drasticamente.


Recensione:
Parecchi anni fa ho letto il testo di George Orwell "La fattoria degli animali", libro che ho apprezzato maggiormente rispetto all'opera "1984" per cui è noto lo scrittore.
"1984" rappresenta un futuro distopico rispetto al periodo storico in cui vive George Orwell. Precisamente, George Orwell ha iniziato a scrivere il suddetto tomo nel 1948.
Nel 1984, a seguito della Terza Guerra Mondiale, scoppiata poco dopo la Seconda e combattuta con armi nucleari, la Terra è suddivisa in tre grandi unità territoriali rette da regimi totalitari in perenne lotta tra loro, Oceania, Eurasia ed Estasia, il cui scopo principale è quello di mantenere il controllo sulla società. 
Il romanzo è ambientato nel territorio dell'Oceania. In Oceania la società è amministrata secondo i principi del Socing, il partito socialista Inglese, ed è governata da un partito unico, chiamato semplicemente il Partito, con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto di persona, ma che appare in manifesti affissi dappertutto che recitano la frase “The Big Brother is watching you”, e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini tramite dei teleschermi, ossia dei televisori forniti di telecamera ed installati per legge in ogni abitazione. 
Il totalitarismo del Grande Fratello richiama le accezioni tipiche dell'Unione Sovietica di Stalin e della Germania di Hitler. 
Nel suddetto regime dittatoriale, infatti, risaltano alcune accezioni.
Primariamente, l'autore chiarisce che l'unica forma di pensiero ammissibile in Oceania è il Bispensiero, con il quale termine si indica il meccanismo psicologico che consente all'uomo di convincersi della veridicità (o falsità) di qualcosa, pur essendo inconsciamente consapevole della sua falsità (o veridicità). Parallelamente, la lingua che si parla in Oceania si sta trasformando in Neolingua, ovvero un nuovo linguaggio in cui sono ammessi solo i termini con un significato preciso e privo di possibili sfumature, circostanza che riduce drasticamente la probabilità di concepire un pensiero critico individuale. Difatti, il regime esplica una quotidiana e costante modifica della storia e della cultura tramite la riscrittura dei fatti storici a favore della superpotenza dello Stato dell'Oceania. 
In questo scenario i soggetti che, in generale, contrastano i dettami del governo totalitario sono imputati del reato nominato "psicoreato". 
In merito, il Partito identifica i sovversivi tramite la figura leggendaria di Emmanuel Goldstein. Il Partito rappresenta Emmanuel Goldstein come il capo dei rivoluzionari, un uomo folle e pericoloso che vive nell'ombra della società. 
Il protagonista Winston Smith è fagocitato dalla suddetta realtà, finché un giorno, durante i due minuti di Odio, ossia quel momento in cui la popolazione, al segnale emesso da altoparlanti, si riunisce dinanzi a un teleschermo che proietta le immagini di Emmanuel Goldstein, si accorge dell'insensatezza delle urla che fuoriescono spontaneamente dalla bocca delle persone in risposta a quanto trasmesso dai teleschermi. 
Smith è sconcertato e spaesato dai suoi nuovi sentimenti e l'unico modo che trova per esternare le proprie frustrazioni è scrivere la sua rabbia su un piccolo quaderno. Ad alimentare ulteriormente i suoi pensieri rivoluzionari giunge Julia, una giovane ragazza che lo convince a ribellarsi al regime. 
"1984" è un libro costituito da poche pagine, ma pregno di significato. Ugualmente a "La fattoria degli animali", lo scrittore trascrive un futuro distopico e inquietante. Tutt'ora, infatti, è possibile rilevare nelle sue parole delle accezioni che, purtroppo, sono riscontrabili nella realtà fattuale in cui viviamo. 
Il mio voto non è ovviamente correlato all'importanza che codesto tomo ricopre nel panorama letterario, poiché la sua rilevanza nel suddetto settore ed, in generale, nella vita di tutti gli individui è confermata e ribadita anche dalla sottoscritta. Il grado della mia votazione è conseguente alla difficoltà che ho riscontrato nella mia esperienza personale di lettura. Concludere questo volume è stato, infatti, arduo. La storia, insomma, non è riuscita ad appassionarmi quanto "La fattoria degli animali". In particolare, l'ultima parte del romanzo mi ha disgustata e destabilizzata. In merito, George Orwell è stato abile nel caratterizzare la sua prosa di drammaticità, mostrando delle scene dure e cupe, capaci di impressionare la mente del lettore. 
La scrittura di George Orwell è fluida, seppur la mia attenzione è calata nelle parti del tomo in cui l'autore inserisce gli stralci del testo proibito che legge Smith. 
Concludendo, consiglio la lettura di questo testo. A mio parere questo tomo deve essere affrontato da chiunque, lettore o meno, per poter essere maggiormente consapevole degli errori effettuati dall'uomo nel nostro passato.


lunedì 5 agosto 2019

Recensione "The 100 - Rebellion".


Ciao a tutti lettori!
Oggi vi parlo dell'ultimo libro della famosa tetralogia "The 100" di Kass Morgan.
Personalmente ho apprezzato la storia racchiusa nei quattro volumi, anche se, come avrete modo di leggere nella recensione che segue, negli ultimi due tomi ho riscontrato delle pecche di non poco conto.


Titolo: The 100 - Rebellion
Autore: Kass Morgan 
Prezzo: 12 € 
Pagine: 305
Editore: Rizzoli
Voto: 4/5 🌸





Trama:
Dopo un mese di pace i Cento e i Coloni subiscono un attacco da una setta di fanatici che, distruggendo l'accampamento, rapiscono alcuni di loro. 
I fanatici, precisamente, vogliono educare tutti i terrestri per farli diventare degli adepti capaci di "guarire" il pianeta devastato dalla guerra.


Recensione:
All'inizio di quest'anno ho iniziato a guardare la serie televisiva "The 100" che per le prime tre stagioni ha catturato la mia attenzione. Successivamente, però, la quarta e la quinta stagione le ho trovate ridondanti e, a tratti, noiose. Difatti, dopo aver recuperato alcuni episodi della sesta stagione ho deciso di interrompere la visione della suddetta serie televisiva. 
Ciò nonostante, ho deciso di leggere la trama racchiusa nei quattro volumi di Kass Morgan, tetralogia in cui è racchiusa la storia che ha ispirato il programma televisivo. 
Come potete constatare dalle mie precedenti recensioni, i primi due tomi hanno riscontrato il mio apprezzamento, mentre gli ultimi due testi non sono stati da me ugualmente graditi. 
Per quanto riguarda specificamente il quarto libro, nei primi capitoli i Cento e il "popolo del cielo" collaborano e vivono pacificamente, fino a quando la loro agoniata pace viene bruscamente interrotta dall'avvento di un gruppo di fanatici. 
La storia narrata in questo testo è intrigante e a tratti inquietante, ma, come nel terzo volume, lo stile troppo semplice e scontato di Kass Morgan e la lentezza del narrato hanno offuscato il potenziale di questo romanzo. 
La rappresentazione di un gruppo di fanatici come antagonisti è originale, ma l'autrice non è stata in grado di strutturarla al meglio. Essi, infatti, hanno delle connotazioni terrificanti, ma Kass Morgan non le analizza nel dettaglio. In merito, la scrittrice sviscera le elucubrazioni dei protagonisti, talvolta annoiando il lettore, ma non si concentra ugualmente sull'analisi dell'operato della setta. I fanatici, quindi, identificano una cornice del narrato, ma non sono rappresentati nella loro completezza. Dunque, la loro apparizione all'interno della trama non desta nel lettore alcun sentimento di terrore o di paura. 
Questa accezione è rilevabile anche nella velocità ed estrema facilità con la quale Bellamy e Clarke riescono a salvare i loro compagni che sono stati rapiti. 
Inoltre, non ho compreso il motivo per cui Kass Morgan ha deciso di eliminare i flashback dal racconto, poiché essi sono stati dei componenti preponderanti nei primi tre volumi della tetralogia. 
Invece, per quanto concerne i pregi di questo libro, i protagonisti sono ben caratterizzati e le loro azioni sono coerenti alla loro indole. I personaggi, infatti, pensano ed agiscono coerentemente in base al loro vissuto. 
Inoltre, ho apprezzato che l'autrice ha concluso la storia fornendo al lettore una visione approssimativa del futuro dei protagonisti. 
Concludendo, io consiglio la suddetta saga libresca, anche se non è una delle migliori che ho letto. 
Nel complesso è una storia leggera e scorrevole, perfetta per intervallare le letture più complesse.


giovedì 1 agosto 2019

"Gli ultimi zar".


Ciao a tutti lettori! 
Oggi vi racconto il mio pensiero inerente alla serie televisiva "Gli ultimi zar".



Voto: 5/5 🌸

"Gli ultimi zar" è una docu-serie di Netflix formata da una stagione, composta da 6 episodi dalla durata di 50 minuti ciascuno.
La serie televisiva ricostruisce la storia degli ultimi zar di Russia dal momento dell’incoronazione del giovane Nicola II, succeduto al padre Alessandro III, fino alla sua abdicazione e alla tragica morte insieme alla propria famiglia per mano dei bolscevichi. La trama, inoltre, si intreccia al racconto della misteriosa donna che anni dopo ha dichiarato di essere Anastasia, la quarta figlia degli zar di cui non sono mai state trovate le spoglie.



Gli episodi raffigurano la figura di Nicola II, un giovane ragazzo che, a causa della prematura morte del padre, è costretto ad assumere il potere di uno degli Stati più potenti del 1900. 
I primi momenti del suo trono sono gioiosi, poiché Nicola riesce a superare le opposizioni dei suoi familiari e sposa la sua amata principessa tedesca Alice, in seguito nominata zarina Alessandra. 
Durante la loro incoronazione, però, un segno nefasto spaventa i due sovrani. 
Il loro timore sulla malasorte sembra concretizzarsi dal momento che faticano a concepire l'agoniato erede maschio. 
Tuttavia, dopo quattro figlie femmine, finalmente nasce Aleksej, un bambino bellissimo, ma malato di emofilia. 
È in questo ulteriore frangente di sconforto e frustrazione che gli zar accettano l'avvicinanza di Rasputin, un santone che, grazie alle sue capacità manipolatorie, conquista la zarina e, in poco tempo, riesce a ottenere e a esercitare un’influenza enorme sulla famiglia imperiale.



I sei episodi permettono al lettore di ottenere tutte le informazioni necessarie per approfondire le proprie conoscenze in merito a uno dei più disastrosi eventi che è accaduto all'incirca cento anni fa. 
Ciò che più ho apprezzato di quest'opera cinematografica è l'aver descritto con estrema veridicità i lati oscuri del popolo e dei regnanti. La docu-serie, infatti, non addita un unico colpevole, ma presenta gli errori che ambedue le fazioni hanno esplicato.
Precisamente, il regista ha soffermato la sua attenzione sulla giovinezza ed ingenuità dei due zar, soprattutto sulla fragilità della zarina Alessandra. Dal racconto traspare che Nicola II, non in grado di alleviare le paure della moglie, lascia la responsabilità di confortare e alleviare le elucubrazioni della moglie nelle mani di Rasputin. 
Rasputin è uno dei personaggi più importanti per la storia che la serie televisiva vuole raccontare e delinea come quest'uomo è riuscito a manovrare i due sovrani. 
Difatti, per mano di Rasputin i due zar sono colpiti da una grave cecità, ovvero essi si allontanano dal popolo e dai loro reclami, rinchiudendosi nei loro rispettivi problemi, Nicola nelle strategie di guerra e Alessandra nella sua depressione, e dimenticandosi di essere i due tutori del benessere di uno degli Stati all'epoca più vasti. 
Il clima rigido sovietico e la malnutrizione hanno esasperato gli animi dei cittadini, i quali sospinti dalla rabbia e dalla fame hanno condotto uno degli omicidi più efferati degli ultimi tempi.



Personalmente conoscevo molto bene la storia degli ultimi zar di Russia, ma la docu-serie ha ampliato ulteriormente le mie conoscenze.
Vi consiglio caldamente di recuperare questa serie televisiva, che contiene anche delle immagini originali della famiglia reale. 


lunedì 29 luglio 2019

Letture e preferiti del mese di luglio 2019.

Ciao a tutti lettori!
L'ultimo mese è stato caratterizzato da alcune giornate non felici. Sul mio blog non voglio rendere pubbliche le mie preoccupazioni, quindi non mi soffermeró su questa mia affermazione.  Semplicemente ho voluto menzionare questa constatazione perché non ho molti fatti da raccontarvi in questo mio articolo.

Ciò nonostante, sono anche emozionata poiché a breve mi laureró. Se non sapete di cosa sto parlando, sulla Home trovate un recente articolo in cui vi parlo in poche parole della mia esperienza universitaria.

In merito, nell'ultimo periodo ho avuto modo di riflettere sul blog, al fine di poter rendere la mia pagina del web ancora più personale.
Per questo motivo ho deciso di pubblicare con cadenza mensile un articolo in cui vi parlo delle mie emozioni, paure, desideri o ricordi. Quindi, similarmente al post in cui vi narro dei miei anni universitari, saranno degli articoli con i quali tenterò di farmi conoscere a voi lettori. Ovviamente sarò disponibile anche a pubblicare degli scritti aventi ad oggetto delle tematiche che vi possono incuriosire.

Inoltre, questo articolo è più speciale degli altri, per il semplice fatto che questo mio scritto è il 200simo post che condivido sul blog.
Mi elettrizza il solo pensiero di aver giá scritto 200 articoli, non mi sembra possibile che il tempo sia trascorso così in fretta!

Infine, prima di indicarvi le letture e i preferiti del mese di luglio 2019, volevo dirvi che il blog non andrà in pausa estiva,  ma, naturalmente, verranno pubblicati un numero inferiore rispetto ai soliti post.

Letture e preferiti del mese:



Letture del mese:
Libri letti:
- "Il terzo gemello" di Ken Follett;
- "The 100 - Homecoming" di Kass Morgan;
- "Il cavaliere d'inverno" di Paullina Simons;
- "1984" di George Orwell.

Manga letti:
"Nana", volume 3, di Ai Yazawa.

Libro in corso di lettura:
"Il tempo della guerra" di Andrzej Sapkowski.


Preferiti del mese:
- Libro: "Il cavaliere d'inverno" di Paullina Simons.
Nel momento in cui sto scrivendo quest'articolo non ho avuto alcun tentennamento nell'indicare "Il cavaliere d'inverno" come il miglior testo che ho letto durante il mese di luglio.
Paullina Simons con la propria opera ha saputo parlare al mio cuore.
Ad oggi questo tomo è diventato il mio libro preferito.

- Manga: "Nana", volume 3, di Ai Yazawa.
Durante il mese di luglio ho recuperato il terzo volume della mia serie manga preferita.
La rilettura di quest'opera non inficia il mio ricordo di questa meravigliosa serie, ma anzi riconferma la mia adorazione nei confronti della suddetta trama.

- Film: "Mi presenti i tuoi?".
Io e Stefano nell'arco di una settimana abbiamo guardato tutti e tre i film che compongono la trilogia, di cui questo titolo rappresenta il secondo capitolo.
In queste pellicole Ben Stiller, Robert De Niro e Dustin Hoffman hanno interpretato tre personaggi buffi, i quali esasperano alcune delle solite incomprensioni che si creano all'interno del nucleo familiare.
Lo spettatore vede proiettate sullo schermo delle scene comiche ed assurde, alle quali è impossibile non ridere.
Infatti, io e Stefano vogliamo assolutamente recuperare i dvd di tutti e tre i films.

- Serie televisiva: "Le ragazze del centralino", stagioni 1, 2 e 3.
Ho iniziato questa serie televisiva per caso, ma ne sono rimasta incantata fin dai primi minuti.
La serie televisiva è ambientata nella Madrid degli anni '30 e racconta la storia di quattro centraline.
Ogni stagione è composta da 8 episodi per una durata di 45 minuti ciascuno. Gli episodi sono scorrevoli ed appassionanti.
Vi consiglio caldamente di reperire questa toccante storia, poiché ad agosto uscirà la quarta stagione.

Vi auguro uno splendido e magico agosto.
Un bacio dalla Cantastorie dei boschi! 

venerdì 26 luglio 2019

Recensione "Il cavaliere d'inverno".

Ciao a tutti lettori! 
Oggi vi parlo del libro che durante il mese di luglio mi ha rubato il cuore, diventando il mio romanzo preferito. 
Difatti, ad oggi, nessun'altro testo è mai riuscito a suscitarmi le infinite emozioni che "Il cavaliere d'inverno" è stato capace di farmi provare. 

Titolo: Il cavaliere d'inverno 
Autore: Paullina Simons
Prezzo: 13 €
Pagine: 700
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Leningrado, 1941. 
In una tranquilla sera d'estate alla radio echeggia la voce del generale Molotov, il quale annuncia che la Germania ha invaso la Russia. 
Istantaneamente, quindi, la famiglia Metanova manda la figlia più giovane Tatiana a fare scorta di cibo. 
Tatiana è scombussolata e non comprende il motivo di tanta fretta e, mentre aspetta l'autobus gustando un delizioso gelato, incontra Alexander, un ufficiale dell'Armata Rossa, e tra loro scatta subito un'attrazione reciproca e irresistibile. 
Tuttavia, il loro amore nasce alle soglie di una guerra sanguinosa, in cui la popolazione russa deve lottare per sopravvivere contro l'assedio nazista e il rigido inverno. 

Recensione:
Il testo è ambientato in Russia, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Nel tomo vengono descritte tutte le difficoltà che la popolazione russa ha affrontato per sopravvivere agli attacchi che l'esercito tedesco sferrava contro di essi. Il popolo ha combattuto contro il rigido inverno sovietico, la fame e le malattie.
Il lettore, attraverso gli occhi della protagonista Tatiana, vede mutare la reazione dei giovani di fronte alla guerra. Precisamente, in un primo istante la giovane non comprende il sentimento di panico che attanaglia i propri familiari e non reputa possibile che gli scontri possano giungere a Leningrado, ovvero presso la città dove risiede con i propri cari. Ciò nonostante, in un breve lasso temporale il suo innocente sguardo cambia e coglie la tragica realtà che la circonda. Gli abitanti di Leningrado iniziano a dimagrire, a causa delle scarse razioni di cibo che ricevono dallo Stato, e a morire.
Attorno alla sua esile figura gli scontri si infiammano, la morte reclama innumerevoli vite ed ella, in tutto ciò, è piccola ed inerme.
Dunque, inesorabilmente, la sua giovinezza e la sua spensieratezza vengono spazzate via dalle bombe che piovono su Leningrado.
Tuttavia, alla soglia di questi tragici eventi, ella incontra Alexander, un soldato dell'Armata Rossa. Alexander è un ragazzo affascinante, che fin dal loro primo incontro aiuta la ragazza a fronteggiare le difficoltà che la guerra porta nella sua esistenza.
Alexander e Tatiana si innamorano al primo sguardo, ma il loro sentimento è più volte contrastato dal destino e la loro passione cresce tra le ceneri di Leningrado.
Ciò nonostante, essi trovano conforto nei loro sguardi, nelle parole non dette o sussurrate e nei ricordi dei pochi attimi condivisi assieme.
I due giovani, infatti, non possono esternare il proprio affetto, perché Alxander, prima di conoscere l'amata, ha trascorso degli attimi con Dasha, la sorella di Tatiana, la qulale si è invaghita del bel soldato. Egli è disposto a lasciare Dasha per amare Tatiana, ma la ragazza non vuole procurare una tale sofferenza alla sorella.
Quindi, la loro attrazione vive nel silenzio, sopita, senza gesti d'amore con cui saziare il loro sentimento, ma, nonostante i tentativi di entrambi, non riescono mai a rinunciare totalmente al sogno di una vita insieme.
La giovane e timida Tatiana è diventata una delle protagoniste dei libri che prediligo, poiché ho rivisto me stessa nella sua figura. Durante il racconto ella mostra tutta la sua forza e la sua  tenacia, talvolta compiendo anche dei gesti efferati e pericolosi, ma sempre per salvare i suoi cari.
Ugualmente ho adorato la figura di Alexander, soprattutto per quanto concerne la devozione e il rispetto che egli mostra nei confronti di Tatiana.
La scrittura dell'autrice è ammaliante, poiché cattura l'attenzione del lettore.
Le parole scritte dalla scrittrice raccontano una storia senza tempo, capace di far sognare ad occhi aperti. La sua penna traccia il racconto dell'amore epico e totalizzante di Tatiana e Alexander, i quali lottano ininterrottamente nella speranza di poter un giorno coronare il loro amore.
Paullina Simons, inoltre, mostra senza alcun preambolo la crudeltà della guerra. Essa svela tutti i lati più oscuri, macabri e strazianti che caratterizzano i conflitti. Talvolta ho riscontrato una notevole difficoltà a terminare la lettura di alcuni capitoli, perché la miseria e la disperazione che traboccano dal tomo sono difficili da sostenere. Questo testo permette al lettore di apprendere qualche nozione in più su una delle guerre più sanguinose, fornendo dei dati e delle informazioni precise e accurate. Dunque, è un libro storico attendibile per le dichiarazioni che enuncia all'interno delle sue pagine. Specialmente, l'autrice descrive i lati oscuri della dittatura, rivelando i postulati sulla quale era fondata la società della Madre Patria Russia.
"Il Cavaliere d'inverno" è il primo volume di una trilogia e durante il mese di agosto leggerò sicuramente il secondo titolo.

mercoledì 24 luglio 2019

Fermi tutti, mi sto per laureare! Paranoie e ansie di una studentessa di Giurisprudenza.

Ciao a tutti lettori!
In questo ultimo periodo ho riflettuto sul mio blog, perché sento la necessità di apportare qualche modifica.
Il mio blog letterario, con il tempo, si è arricchito di contenuti variegati, poiché, accanto alle recensioni dei libri, dei manga e dei fumetti, ho condiviso anche i miei pensieri concernenti gli anime e le serie televisive.
Ciò nonostante, oggi desidero ampliare ulteriormente le tematiche che vi presento mensilmente sulla mia pagina web.
Al riguardo, precisamente, la mia intenzione è quella di parlarvi di me stessa.
Quindi, a partire da questo scritto, ogni mese troverete un articolo in cui scribacchio alcuni aneddoti della mia vita ed esterno i miei pensieri, i miei desideri e le mie paure, insomma sarà come una pagina di diario che forniró a voi per conoscermi più approfonditamente.
Dunque, senza cincischiare oltre, inizio a scrivere il primo post di questa tipologia.

Oggi volevo parlarvi della mia esperienza come studentessa universitaria.
Come avrete letto nella mia Biografia, io sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza.
L'indirizzo del mio studio non è uno dei più semplici, infatti sono stati svariati i momenti in cui ho creduto di non riuscire a completare l'arco degli studi. In merito, le cause dei miei tentennamenti sono derivati dagli esami, poiché la mole del quantitativo da apprendere è ingente e richiede parecchie ore di studio.
Ho trascorso 5 anni e mezzo a studiare le materie che fin da piccola mi hanno sempre affascinata, ma talvolta la passione per lo studio non è stata in grado di appagarmi completamente. Frequentemente, infatti, la stanchezza mi ha resa fragile, ho sminuito la mia persona e la mia intelligenza, riuscendo quasi a convincermi di non essere all'altezza della facoltà di Giurisprudenza.
Dalla mia perseveranza e dalla mia dedizione ho tratto, però, la forza che mi ha convinta a non desistere. Anche se, onestamente, sono stati i miei familiari e Stefano ad aiutarmi a credere in me stessa, spronandomi a riconoscere le mie capacità. 

A seguito di sei anni di impegno e sacrifici, oggi ho finalmente finito di scrivere la mia tesi di laurea.
Cliccare sulla tastiera le ultime parole della tesi mi ha portata a riflettere sulla mia esperienza come studentessa universitaria e, in definitiva, mi reputo soddisfatta del mio percorso, dei voti che ho ottenuto, del mio ricco bagaglio culturale e dell'elaborato che ho trascritto per la mia laurea e per concludere questo capitolo della mia vita.

Ora mi ritrovo nella mia camera da letto, seduta alla scrivania, mentre, con il viso appoggiato sul palmo della mano sinistra, pongo su carta i miei pensieri. Sono, insomma, nella medesima posizione di quando studiavo.
Tuttavia, ora ho 24 anni, non sono più una ragazza che affronta i primi esami come Diritto Privato o Istituzioni di Diritto Romano ovvero che deve decidere se inserire nel piano di studi l'esame opzionale di Diritto Ecclesiastico o di Diritto Industriale, ma sono una giovane donna che deve scegliere quale lavoro intraprendere nel proprio futuro.
<<Come mi immagino nel mio futuro?>>
<<In quale ambito lavorativo voglio subentrare?>>
Negli ultimi mesi queste e altre innumerevoli domande hanno scombussolato la mia mente, ma, soprattutto ultimamente, mi é capitato di pormi il quesito <<Cosa desidero realmente?>>.
Ebbene, forse è stata questa la domanda più difficile a cui ho dovuto rispondere, poiché sono una sognatrice e ripongo molta attenzione nei miei "sogni".
Oggi, dopo mesi di smarrimento e di titubanze, sono, però, certa di aver trovato la via che ho cercato con perseveranza.
Per poterla scovare ho azzittito i pensieri negativi e le mie infinite paure e ho ascoltato ciò che il mio cuore mi ha indicato.

Come sei anni fa quando finii il liceo, oggi, con il cuore carico di speranza, sono consapevole della persona che voglio essere.

Sono felice ed emozionata, ma vi svelerò il mio piccolo segreto solo tra qualche mese.

Concludo con un piccolo monito: non ascoltate i pareri degli altri, eccetto quelli preziosi dei vostri familiari, e siate sempre onesti con voi stessi.
Abbiate il coraggio di seguire ciò che il vostro cuore reclama.


La Cantastorie dei boschi