lunedì 16 settembre 2019

Recensione "Maria Antonietta - L'ultima regina di Francia".

Ciao a tutti lettori!
Come sta procedendo il vostro rientro dalle vacanze? Io mi sono riadattata velocemente ai miei doveri quotidiani. 
Personalmente, infatti, non mi risulta difficoltoso ritornare alle mie mansioni, poiché settembre è un mese che attendo con impazienza per l'imminente arrivo dell'autunno che mi permette di indossare i miei adorati maglioni caldi e di mangiare le caldarroste.
Comunque, senza dilungarmi in ulteriori chiacchiere, oggi vi parlo della biografia che ho letto nel mese di agosto.



Titolo: Maria Antonietta - L'ultima regina di Francia 
Autore: Carolly Erickson
Prezzo: 15,50 €
Pagine: 420
Editore: Mondadori - Oscar Storia 
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Figlia dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, Maria Antonietta andò sposa appena adolescente al giovane e maldestro Luigi XVI, re di Francia. 
Circondata dalle trame di una corte corrotta e prigioniera di un'etichetta soffocante, la giovane regina cercò consolazione nelle eleganze eccentriche e nei divertimenti più costosi, rendendosi odiosa ai sudditi perseguitati dalle tasse e dal malgoverno. 
Tuttavia, ella aveva anche un carattere positivo, un'intelligenza e una capacità di decisione maggiori di quelle del re, una nobiltà d'animo che comunque, al crollo della monarchia, non le risparmiarono mesi di prigione e infine la ghigliottina.



Recensione:
Maria Antonietta è, tutt'ora, una delle donne più chiacchierate e detestate. 
Personalmente reputo ignobile ed ingiusto giudicare il vissuto di Maria Antonietta, soprattutto quando non si conoscono correttamente gli eventi che hanno contraddistinto la sua vita.
Ogni uomo è, infatti, il risultato di quanto accade nel perdurare della propria esistenza.





L'infanzia di Maria Antonietta è stata caratterizzata da regole ferree e da una disciplina rigida secondo il volere della madre, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria. 
Durante l'adolescenza, però, Maria Antonietta sposa il re di Francia Luigi XVI e si trasferisce nel sontuoso palazzo di Versailles. 
A Versailles la giovane regina, ammaliata dalle frivolezze, diventa un'icona di moda, sperimentando dei stravaganti copricapi ed inondando i propri abiti di pietre preziose.
Parallelamente alla ricchezza della corte francese, però, la popolazione muore di fame. In poco tempo, l'aumento delle tasse e del prezzo degli alimenti incominciano a far sobillare i poveri cittadini al fine di far rivalere i propri diritti. 
Ed è qui che si rileva uno dei più grandi errori della storia. Difatti, è stato storicamente appurato, che Maria Antonietta non ha mai pronunciato la famosa frase in cui ella scanzonatoriamente afferma che se il popolo ha fame può mangiare le brioches. 
A parte questa grave macchia che ancora oscura la figura storica di Maria Antonietta, ella è, comunque, una donna che è stata generalmente odiata dai posteri.
Ringrazio la biografia di Carolly Erickson per avermi mostrato con obiettività il vissuto della giovane regina francese, così da permettermi di comprendere i motivi che l'hanno condotta ad essere cieca e sorda alle richieste del proprio popolo. 
Presso Versailles Maria Antonietta scopre la propria avvenenza, il gioco d'azzardo e i dolci. Ella, infatti, smarrita dall'opulenza e annoiata dalla vita di corte, cerca di distrarre la propria mente nei piaceri che la ricca corte francese le insegna ad amare. 
Maria Antonietta, però, non è solamente la regina ornata dai diamanti, ma anzi molte fonti testimoniano che la giovane sovrana ha trascorso la maggior parte del proprio tempo nella natura, indossando abiti semplici, piantando fiori e accudendo le sue caprette. 
Inoltre, Carolly Erickson ha arricchito il libro con soventi note in cui rimanda il lettore ai testi grazie ai quali ella ha scritto la suddetta opera. 
Se state cercando delle biografie ben costruite, ad ora, io vi consiglio di recuperare quelle di Carolly Erickson, i cui testi sono storicamente attendibili e godibili per una lettura impegnativa ma non tediosa.



Quadri: 
"Maria Antonietta con la rosa" di Élisabeth Vigeé Le Brun, 1783;
"Ritratto di Maria Antonietta" di Élisabeth Vigeé Le Brun, 1783;
"Luigi XVI di Borbone" di Joseph-Siffred Duplessis, 1777;
"Maria Antonietta e i suoi figli" di Élisabeth Vigée Le Brun, 1787.


giovedì 12 settembre 2019

Ho compiuto 25 anni e ho voglia di scoprire cosa accadrà nel mio futuro.


Ciao a tutti lettori!
Ammetto che non so come iniziare questo articolo, quindi, senza troppi giri di parole, presento il tema di questo scritto. 
Il 10 settembre ho compiuto 25 anni, ossia il mio primo quarto di secolo.





Come per i miei 18 anni ho atteso con un misto di ansia e paura l'avvento del giorno del mio compleanno.
Sembra ridicolo, ma nei giorni precedenti al mio compleanno nella mia mente sono apparse delle immagini apocalittiche, come il viso trasfigurato dalle rughe. 
Ebbene, trascorse quarantotto ore, sto scrivendo questo articolo senza che sul mio volto sia apparso alcun nuovo segno. 
Insomma, ho scampato il pericolo!
Scherzi a parte, il 10 settembre non ho subito alcun cambiamento fisico o psichico e sono la stessa ragazza, più donna che bambina, persa nei suoi sogni e con tante speranze per il proprio futuro.





Il 10 mattina, però, con la testa scarmigliata e gli occhi sciupati dal sonno, ancora sotto le coperte, mi sono trovata a scrutare il soffitto con curiosità, domandandomi <<Anni fa come mi immaginavo a 25 anni?>>. 
La mia mente è sempre stata fin troppo immaginifica, infatti da piccola pensavo di conquistare tanti centimetri di altezza per raggiungere un discreto 1.75, ma ad oggi mi devo accontentare del mio 1.64. Tuttavia, specifico, che apprezzo la mia statura. 
Eppure, saltando le constatazioni frivole sul mio aspetto fisico, quello che voglio condividere con voi è la mia gioia.
I primi minuti del mio venticinquesimo compleanno, nonostante le elucubrazioni delle giornate precedenti, li ho accolti con il sorriso in volto. 
Ciò è dipeso dal fatto che nell'ultimo periodo ho imparato ad osservare ciò che di bello ho nella mia vita, ossia ho compreso quanto sia importante guardare con affetto e gratitudine la propria esistenza. 
Personalmente, infatti, sto imparando a non lamentarmi eccessivamente e a lasciar scorrere i miei timori.



Ho aperto le porte ai miei 25 anni con la felicità nel cuore e un pizzico di curiosità per il mio futuro.
Inoltre, spero di arrivare al prossimo quarto di secolo con la medesima serenità che oggi aleggia nel mio spirito e, chissà, forse con qualche sogno realizzato.


lunedì 9 settembre 2019

Recensione "Tatiana & Alexander".


Ciao a tutti lettori!
Oggi vi parlo del secondo volume della trilogia di Paullina Simons avente come protagonisti Tatiana e Alexander.


Titolo: Tatiana & Alexander
Autore: Paullina Simons
Prezzo: € 13
Pagine: 672
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Voto: 5/5 🌸





Trama:
Tatiana e Alexander si sono innamorati sotto il cielo tetro di una Lenigrado sotto assedio. 
Dopo novecento giorni dall'assedio, però, la giovane Tatiana grazie a un furgone della Croce Rossa fugge in America dove partorisce Anthony. Alexander non l'accompagna in questo viaggio, poiché, per garantirle la fuga da Lenigrado, ha preferito far credere a Tatiana di essere morto. Tuttavia, ella, in cuor suo, sa che il suo amato è tutt'ora in vita. 
Infatti il giovane ufficiale è vivo, anche se è prigioniero della polizia di Stalin. Egli sopravvive tra orribili sofferenze e torture nell'attesa di essere giustiziato come traditore e spia, ma è rincuorato dall'idea che Tatiana e il bambino che porta in grembo sono lontani da quell'atroce destino. 
Così Tatiana e Alexander continuano a vivere l'una all'insaputa dell'altro, divisi da un oceano, aggrappati al ricordo del loro amore che è riuscito a sconfiggere l'inverno russo e a sfuggire alle bombe della guerra.


Recensione:
Nel libro "Alexander & Tatiana" il lettore segue l'evolversi della storia tramite i due diversi punti di vista di Tatiana e di Alexander.
Il volume, dunque, narra parallelamente le esperienze di vita dei due innamorati.
Dopo i tragici eventi del precedente tomo, "Il cavaliere d'inverno", Tatiana, che si ritrova in America da sola e con un bambino da allevare, possiede un certificato che attesta la morte di Alexander, ma l'eco del rumore degli zoccoli del Cavaliere di bronzo e della voce di suo marito non le permettono di credere alla veridicità del documento. 
Alexander, invece, che ha rinunciato alla propria libertà per donarla alla sua amata, vive circondato dalla morte, circostanza che lo conduce a rammentare il proprio passato, ossia a ripensare agli eventi della sua infanzia. 
Disperati e affranti, entrambi vivono aggrappati alla flebile speranza di potersi un giorno ritrovare. 
La scrittrice ha dato vita ad una storia d'amore indimenticabile ed emozionante in cui i due protagonisti, Tatiana e Alexander, condividono un affetto sviscerale.
Difatti, la penna dell'autrice ha saputo farmi provare delle sensazioni indescrivibili, facendomi commuovere in vari passaggi. 
Tuttavia, il sentimento amoroso non è l'unico tema trattato da Paullina Simons. Infatti, come nel precedente libro, la guerra non è un'accezione posta ai margini della trama. In merito, ella ha espresso con estrema precisione tutti i lati oscuri dei combattimenti bellici, talvolta descrivendo anche delle scene raccapriccianti.
La particolarità di questo tomo è costituita dalla scelta della scrittrice di affiancare allo scenario della Russia distrutta e dilaniata dalla guerra l'antitetica raffigurazione dell'America, dove la battaglia non sembra mai essere sopraggiunta e si assapora la gioia di vivere. È questo il Paese che Alexander sogna per Tatiana, uno Stato in cui poter vivere senza alcuna complicazione.
Infine, concludendo, in questo libro è Alexander ad aver catturato la mia attenzione, poiché grazie ai frequenti flashback sulla sua infanzia ho trovato le risposte ad alcuni atteggiamenti del giovane soldato esplicati in "Il cavaliere d'inverno" che non avevo compreso. 
Come potete notare ho adorato anche questo secondo capitolo, quindi spero di riuscire a leggere il prima possibile anche l'ultimo tomo della trilogia, perché sono curiosa di sapere come finirà questa meravigliosa storia.


giovedì 5 settembre 2019

Recensione "La straniera".


Ciao a tutti lettori! 
Come vi ho menzionato negli articoli precedenti, nel mese di luglio ho incominciato a guardare la meravigliosa serie televisiva "Outlander". 
Quindi, adorando gli episodi, ho deciso di recuperare anche i libri da cui la serie televisiva è tratta.


Titolo: La straniera 
Autore: Diana Gabaldon
Prezzo: 14 €
Pagine: 838
Editore: TEA
Voto: 5/5 🌸



Trama:
Nel 1945 Claire Randall, un'infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highland scozzesi. 
Durante una passeggiata la giovane donna attraversa Craigh Na Dun, uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano in quelle zone, e all'improvviso si trova catapultata indietro nel tempo, in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan nell'anno del Signore 1743.


Recensione:
Durante un tedioso e afoso pomeriggio di luglio ho deciso di incominciare a guardare la serie televisiva "Outlander". La serie televisiva mi ha istantaneamente coinvolta, quindi poco dopo ho cercato informazioni sui testi cartacei da cui gli episodi sono tratti.
"La straniera” è il primo romanzo della saga fantasy-storica “Outlander". La scrittrice Diana Gabaldon ha recentemente affermato che la saga terminerà al decimo volume. In Italia la Casa Editrice ha, però, scelto di suddividere ogni tomo in due parti a partire dal secondo libro, quindi l'edizione italiana sarà composta da un totale di diciannove volumi. 
Diana Gabaldon descrive la Scozia del 1743 con un uso delle parole tali da evocare le immagini di prati ricoperti da uno strato di erba dipinta di un colore verde luminoso e di castelli antichi costituiti da rocce grigie e fredde al tatto. La sua scrittura è, quindi, abile nel presentare la realtà osservata dalla protagonista Claire.
Il viaggio nel tempo di Claire fin dai primi istanti la introduce in un mondo più pericoloso di quello da lei conosciuto, dove per sopravvivere è necessario sapersi districare tra gli intrighi ed i tradimenti.
Nella verde e selvaggia Scozia del 1743, inoltre, Claire viene a contatto con ciò che nei secoli successivi costituirà il folklore scozzese. La scrittrice, ad esempio, spiega cosa sono i clan e come si distinguono uno dagli altri grazie al colore del tartan, la stoffa tipica del kilt.
Nel corso della storia la giovane infermiera Claire, in un primo istante impaurita e spaesata che tenta di fuggire per tornare nel futuro dal marito Frank, cambia il proprio approccio agli abiti con il corsetto, ai bagni freddi e alle coperte ruvide su cui dormire. Ella, lentamente, si adatta alla sua nuova vita ed accetta di essere a sua volta inesorabilmente cambiata. Ciò accade soprattutto grazie all'incontro con lo scozzese James Fraser.
Il rapporto che si instaura tra Jamie e Claire conduce la giovane donna a porre in dubbio tutte le sue certezze. Claire, infatti, comprende di non aver mai amato con tanta tenerezza e trasporto nessun'altro uomo, tantomeno il marito Frank.
Claire, o Sassenach come Jamie la chiama scherzosamente e dolcemente, sente che il suo cuore e la sua essenza sono ormai inevitabilmente legati a Jamie e alla Scozia.
Dunque, "La straniera" è un romanzo storico appassionante, ricco di avventure e con un'intensa e travolgente storia d'amore.
Con una scrittura capace d'incantare, Diana Gabaldon ha creato il prototipo del libro perfetto, dove amore, passione, guerra e storia coesistono in un racconto indimenticabile. 
Inoltre, la prima stagione della serie televisiva ripropone pedissequamente ogni parola tracciata dall'autrice in "La straniera", accezione che ho estremamente apprezzato. Quindi se non volete leggere i tomi potete semplicemente guardare la serie televisiva. 


lunedì 2 settembre 2019

"Jane the Virgin".

Ciao a tutti lettori!
Oggi vi racconto il mio pensiero inerente alla serie televisiva "Jane the Virgin".


Voto: 5/5 🌸

"Jane the Virgin" è una serie televisiva statunitense trasmessa dal 2014 al 2019, basata sulla telenovela venezuelana "Juana la virgen" creata da Perla Farías, formata da cinque stagioni, per un totale di 100 episodi, dalla durata di 43 minuti ciascuno.


Jane Gloriana Villanueva è una giovane ventitrenne con il sogno di diventare una scrittrice. 
Tra le cose che più contano nella sua vita, oltre al suo dettagliato piano di vita futura, ci sono il fidanzato Michael Cordero, un ambizioso detective di Miami, sua madre, Xiomara, rimasta incinta appena sedicenne, e sua nonna Alba, fortemente credente e molto legata ai dogmi cristiani e che, da quando Jane compie tredici anni, la mette in guardia circa le conseguenze del sesso prematrimoniale.
Jane incorpora questi moniti in maniera così profonda da arrivare ai suoi ventitré anni ancora immacolata. Tuttavia, durante un normale controllo ginecologico, la dottoressa Luisa Solano attua erroneamente su Jane un'inseminazione artificiale utilizzando l'unica provetta superstite dello sperma di Rafael Solano, suo fratello, conservato dallo stesso dopo aver scoperto un cancro.


"Jane the Virgin" è la parodia della classica telenovela messicana caratterizzata da matrimoni sfumati, malattie mentali, assoluto rigore morale, mafia e famiglia. 
Addirittura vi è la voce fuori campo di un narratore onnisciente che, con battute scanzonate, guida alla scoperta dei sentimenti più profondi di Jane e delle persone che la circondano.



Uno dei maggiori richiami alle telenovele messicane sono i personaggi, i quali appaiono come delle caricature. La recitazione degli attori è, infatti, esasperata dalle loro espressioni e dai loro gesti melodrammatici.
Con il susseguirsi degli episodi la trama, che inizialmente è caratterizzata da comicità e da scene esilaranti, accorpa alcune tematiche di non facile trattazione, quali la morte e la malattia. 
"Jane the Virgin", insomma, non è una serie televisiva meramente comica, ma racchiude in sé l'analisi di svariati temi rilevanti.


Jane è una giovane donna cresciuta senza la figura paterna, la quale è stata circondata dalla presenza di due donne antitetiche, una madre esuberante e una nonna pacata. Ad ogni modo ella ha saputo estrapolare il meglio delle due donne che l'hanno educata per poter diventare la ragazza che fin da piccola ha sempre sognato di diventare. 
Tuttavia, come in ogni telenovela, la vita perfetta di Jane viene scombussolata da vari imprevisti che destabilizzano la sua esistenza. 
Jane ritrova suo padre, partorisce un figlio quando è ancora vergine, ritrova l'uomo di cui in passato è stata invaghita, scrive un libro, subisce un lutto, viene abbandonata ed amata, insomma le sue tranquille e monotone giornate subiscono più di un cambiamento.


Inoltre, Jane è una comune e formosa ragazza latina. 
Ella è distante dagli stereotipi che oggigiorno si vedono in televisione, ma risponde all'immagine che molte donne hanno di sé stesse. 
In "Jane the Virgin" è "la ragazza della porta accanto", struccata e con qualche chilo in più a rubare il cuore degli uomini e ad essere la protagonista di una storia avvincente.


Ciò nonostante, la serie televisiva non scinde idealmente i personaggi catalogabili come "buoni" da quelli "cattivi", ma spiega i motivi alla base delle condotte negative di alcuni di essi. Quindi, nessun antagonista è meramente crudele o folle. Ad esempio, Petra, la donna che nella prima stagione crea svariati problemi a Jane, con il susseguirsi degli episodi, spiega il proprio passato, permettendo così allo spettatore di comprendere le sue azioni.
Il pregio di questa serie televisiva è l'aver, infatti, sviscerato la psiche di tutti i personaggi che popolano gli episodi.
Inoltre, all'interno della serie televisiva non mancano balli, canzoni e sketch comici.
Insomma, Miami non è mai apparsa tanto colorata e frizzante quanto in "Jane the Virgin"!


Personalmente ho amato "Jane the Virgin" perché per la prima volta nella mia vita mi sono sentita compresa. In Jane, infatti, ho rivisto molte sfaccettature del mio animo. 
Jane mi ha commossa, emozionata ed entusiasmata come nessuna serie televisiva è mai riuscita a fare. Non trovo parole appropriate per descrivere quanto io sono personalmente grata a questi episodi, poiché essi mi hanno aiutata e confortata in un periodo per me di forte cambiamento. 
Dunque, consiglio caldamente di recuperare questa serie televisiva.



giovedì 29 agosto 2019

Letture e preferiti del mese di agosto 2019.


Ciao a tutti lettori!
Ho trascorso il mese d'agosto assieme ai miei familiari nella casa al mare di Bellaria dei miei nonni. Le giornate in spiaggia hanno donato alla mia pelle un colore più salutare, anche se non riesco mai realmente ad abbronzarmi essendo bianca come la neve, e una sensazione di pace nell'animo.
Nell'ultimo periodo, inoltre, sono stata latitante sul blog, ma è stato tutto congeniale per potermi riposare completamente.
Ovviamente non ho trascorso le ore sotto l'ombrellone completamente immersa nella lettura, ma ho goduto della compagnia dei miei cari e di Stefano. Soprattutto Stefano mi ha spesso distratta dai libri per giocare a frisbee, però, finalmente, quest'anno ho migliorato il mio pessimo lancio.
Per non parlare dei gelati e delle piadine che ho mangiato, ma d'altronde ho undici mesi per riprendermi dai vizi che mi sono concessa. 
Non mi prolungo ulteriormente nel parlarvi delle mie vacanze, perché sul blog trovate un articolo in cui vi narro del mio amore e dei miei ricordi correlati alla città di Bellaria.

Comunque sono curiosa di sapere come avete trascorso le vostre vacanze, quindi scrivetemi sotto nei commenti dove e con chi avete condiviso i vostri viaggi.

Letture e preferiti del mese:


Letture del mese:

Libri letti:
- "Il tempo della guerra" di Andrzej Sapkowski;
- "La straniera" di Diana Gabaldon;
- "Tatiana & Alexander" di Paullina Simons;
- "Maria Antonietta - L'ultima regina di Francia" di Carolly Erickson.


Libro in corso di lettura:
"L'amuleto d'ambra" di Diana Gabaldon.


Preferiti del mese:
- Libro: "La straniera" di Diana Gabaldon;
Alcuni giorni prima di partire per il mare ho guardato la prima stagione di "Outlander". Successivamente, amando gli episodi, ho deciso di iniziare anche la lettura dei libri correlati.  
Ciò che ho maggiormente apprezzato del tomo, oltre alla trama, sono l'ambientazione e il periodo storico della vicenda narrata.


-Serie televisiva: "Jane The Virgin" quinta e ultima stagione e "Las chicas del cable" ("Le ragazze del centralino") quarta stagione.
"Jane The Virgin" è stata la serie televisiva che mi ha rivoluzionato la vita. La protagonista Jane, infatti, mi ha aiutata a comprendere che il mio modo di essere e di pensare non è errato. 
Jane e le sue disavventure, inoltre, mi hanno accompagnata nell'ultimo anno della mia vita, donandomi delle ore spensierate in un periodo che è stato contrassegnato da innumerevoli sconfitte ed eguali vittorie. 
Ogni stagione mi ha emozionata, ma l'ultimo episodio della quinta stagione è stato per me particolarmente difficile da guardare a causa delle lacrime e delle forte emozioni che ho provato. 
A proposito, nel prossimo articolo vi parlerò dettagliamente di questa straordinaria serie televisiva.
"Las chicas del cable" mi ha ugualmente dilaniato il cuore. Anche in questo caso l'ultimo episodio mi ha, completamente scioccata. Non voglio ovviamente svelarvi il finale, ma non ho accettato l'ultimo accadimento verificatosi negli episodi. 
Ciò nonostante, la prima e la quarta stagione sono le più belle dell'intera storia e non vedo l'ora di vedere i prossimi episodi.


Vi auguro uno splendido e magico settembre!
Un bacio dalla Cantastorie dei boschi!


lunedì 26 agosto 2019

Recensione "Il tempo della guerra".


Ciao a tutti lettori! 
Oggi continuo a parlarvi della saga fantasy di Andrzej Sapkowski.


Titolo: Il tempo della guerra 
Autore: Andrzej Sapkowski 
Prezzo: 18 €
Pagine: 433
Editore: Nord
Voto: 3/5 🌸






Trama:
Geralt di Rivia combatte ferocemente contro dei cavalieri che hanno assalito la principessa Ciri, la Fiamma di Cintra, la maga di cui parlano le profezie, l'unica forza in grado di contrastare i piani dell'imperatore di Nilfgaard e di riportare la pace tra i popoli della terra. 
Ciri è stata attaccata durante il suo viaggio presso l'isola di Thanedd, dove si stanno radunando tutti i maghi, ma presto sarà costretta a fuggire nuovamente per continuare il percorso che la condurrà a compiere il suo destino.


Recensione:
"Il tempo della guerra" è il quarto volume della saga fantasy dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski.
La scrittura di Andrzej Sapkowski è incalzante, ma gli eventi narrati all'interno dei suoi volumi sono sempre esigui. Ciò nonostante la lettura del tomo è scorrevole e il lettore è emotivamente coinvolto dalla trama. 
Tuttavia, l'autore, analizzando pedissequamente il racconto, talvolta tedia il lettore.
In realtà, però, la sua scrittura è capace di convincere il lettore a proseguire nella lettura, poiché è ancora inimmaginabile il finale dell'intera saga.
Questo tomo è, fino ad ora, il capitolo della saga che ho meno apprezzato.
La mia doglianza, come avevo dichiarato anche nelle precedenti recensioni, verte sull'assenza di una cartina all'interno del tomo, accezione che rende estremamente complessa la comprensione delle strategie politiche. Invero, sul web è possibile recuperare con facilità una mappa del mondo creato da Sapkowski, ma non comprendo perché non è stata inserita all'interno dei volumi. 
Lo scrittore introduce il lettore in un mondo a lui completamente ignoto, senza dare alcuna spiegazione geografica. Questa scelta narrativa può essere corretta per un fantasy pensato per un pubblico di lettori adulti, ma la presenza di una cartina risulta indispensabile per comprendere l'aspetto politico della saga. 
Difatti, la politica e la guerra sono due degli aspetti cardine della storia raccontata da Andrzej Sapkowski. Dunque è oltremodo necessario seguire ed essere consci della realtà sociale del suddetto mondo per proseguire con la lettura.
I pregi che ho riscontrato nei precedenti testi, però, rimangono tali.
L'attenzione alla psiche dei personaggi e l'originalità della storia sono sempre i punti di forza della trama di Andrzej Sapkowski.
In questo quarto capitolo finalmente scoppiano i primi tumulti che sfociano nella temuta guerra. Ciri è in perenne fuga, ma sta inconsciamente percorrendo la strada che la sta conducendo a svolgere il ruolo che il destino le ha pronosticato. Geralt e Yennefer, invece, si sono brevemente riavvicinati e cooperano per la salvaguardia della loro protetta. Inoltre, Yennefer ha deciso a chi affidare i suoi poteri, mentre Geralt è tutt'ora restio a schierarsi in battaglia al fianco di una delle due fazioni. 
Anche in questo tomo l'avvento di Yennefer rappresenta uno dei momenti più emozionanti dell'intero racconto. In nessun testo ho mai scorto un personaggio talmente enigmatico e interessante quanto la giovane maga. Yennefer è una donna bella e seducente, la cui ombra magica e misteriosa cala un velo di trepidazione nel cuore del lettore, che attende con timore di osservare la prossima mossa del personaggio in questione.
Andrzej Sapkowski ha dato vita a una storia intricata, in cui ogni accadimento è descritto nella sua interezza. Egli, senza fretta, cura la musicalità delle parole che traccia sul foglio e dona al lettore una storia indimenticabile.
Personalmente questo capitolo non ha attecchito nel mio animo come i precedenti libri, ma presto continuerò con la lettura dei volumi successivi.